Il giorno dell'IT-alert è arrivato, e non senza controversie. Allo scoccare delle 12 del 27 settembre in tutto il Lazio…
Parliamo di un tema che in realtà risale ad otto anni fa, e forse molti di voi ricorderanno quando scrivevo…
Un gran numero di studi, analisi e ricerche pubblicate sulle più importanti riviste scientifiche stanno svelando l'eventualità di conseguenze drammatiche…
E così il governo ha deciso.Si torna indietro sulla tassa per gli extraprofitti delle banche. Avevamo fatto presto a esultare:…
Il 10 giugno del 2021 negli studi di Porta a Porta su Rai 1 va in onda una puntata a…
A Palazzo Chigi è arrivata la bozza del nuovo decreto in materia di migranti. Siamo al terzo provvedimento del Governo…
Vaccini nuovi sì, aggiornati per le "nuove varianti" forse: c'è il nuovo bugiardino?Ebbene, le ultime sul vaccino anti Covid fanno…
Una notizia che ha del clamoroso, nonostante già qualche debunker abbia provato - scivolando - a gettare fumo negli occhi.…
In coda tutta la notte con sedie e coperte per poter acquistare in anteprima l'ultimo modello di IPhone. Sembra una pagina di un romanzo distopico come 1984 di Orwell o come Il Mondo Nuovo di Huxley e invece è la nostra realtà quotidiana, che con tutta evidenza contribuisce a rendere sia Orwell sia Huxley dei dilettanti perché la realtà di cui siamo abitatori oggi ha ampiamente superato quanto a livello distopico le narrazioni dei romanzieri che hanno provato a tratteggiare distopie nel Novecento. Quanto abbiamo poc'anzi descritto per sommi capi è accaduto realmente nei giorni scorsi a Dubai, dove effettivamente si è venuta formando una coda lunghissima con persone che hanno trascorso l'intera nottata con sedie coperte per potersi accaparrare l'indomani all'apertura dei negozi l'ultimo modello di iPhone. È quanto viene trasmesso dai principali quotidiani che naturalmente si limitano a dare la notizia senza corredarla del commento critico che pure sarebbe necessario fare. Con una semplice espressione si potrebbe ragionevolmente dire che è l'ennesima manifestazione del tramonto dell'Occidente, per dirla con Oswald Spengler. Che se ne dica, infatti, Dubai rappresenta il non plus ultra del paradigma occidentale capitalistico, e ciò del tutto a prescindere dalla collocazione geografica, naturalmente. La folla solitaria degli ultimi uomini, nell'accezione di Friedrich Nietzsche, attende con trepidazione l'acquisto dell'ultimo prodotto della religione del capitale, il nuovo Sancta Sanctorum postmoderno. Anche per questo non possiamo che dare ragione a Walter Benjamin, che nel Novecento ebbe una intuizione profondissima, quella secondo cui il capitalismo è, a tutti gli effetti, una religione. Una religione che non ha una dogmatica ma un culto ininterrotto, che ci rende di fatto tutti adepti di una religione della immanenza, che non prevede l'esistenza della trascendenza e che anzi si fonda sempre più sulla rimozione di ogni trascendenza. Una religione che ci rende cultori di un'operazione ribadita quotidianamente, quella del consumo. Una religione che promette la salvezza legandola all'oggetto che appare come merce nella sfera della circolazione e che, lungi dal produrre la salvezza, si esaurisce per poi riapparire sempre di nuovo nella sfera della circolazione con la medesima promessa di salvezza. È questo, sostanzialmente, il tratto contraddittorio della civiltà dei consumi. Religione che promette al consumatore la piena soddisfazione, la piena salvezza, perseguendo in realtà ogni volta l'obiettivo opposto, che il consumatore non sia mai salvato e non sia mai soddisfatto, a ciò che torni sempre di nuovo ad acquistare la nuova merce, il meglio che la religione del tecno capitale possa offrirgli. Radioattività - Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro
La stagione di arbitri e Var non è partita nel migliore dei modi nemmeno in questa stagione di Serie A.…