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Proposta di legge shock dal Regno Unito: arrestare chi viola le nuove norme sull’ambiente

Alla fine ci siamo arrivati e non era poi così difficile da prevedere che si potesse giungere, presto o tardi,…

2 anni ago
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Proteste contro il rigassificatore: solo uno dei tanti sciagurati effetti delle sanzioni alla Russia

Voglio oggi parlarvi di un fatto che, curiosamente, è passato per lo più sotto silenzio, ma che, a giudizio di chi vi sta parlando, merita attenzione, dirò di più, la massima attenzione. Nella giornata di domenica scorsa ben 16.000 persone in Liguria hanno formato pacificamente una enorme catena umana sulla costa contro la decisione del Presidente della Regione Toti di istituire un rigassificatore a largo di Vado Ligure, nei pressi di Savona.Ebbene, 16.000 persone, in maniera pacifica, hanno rivendicato il loro sacrosanto diritto di dire no rispetto a una scelta che vivono, da qualunque angolazione la si guardi, come sbagliata, come controproducente, come antitetica rispetto ai loro interessi, come lesiva della loro dignità. Siamo al cospetto di uno dei tanti effetti sciagurati delle sanzioni alla Russia e della interruzione dei rapporti commerciali con essa. Poiché l'Europa ha interrotto i rapporti con la Russia, non può più fornirsi dalla Russia del gas e dunque deve rigassificare, utilizzare il gas che arriva da Washington, che ovviamente fa la parte del tertium gaudens, dato che adesso Washington, grazie a questa guerra tra Russia e Ucraina, è riuscita nell'obiettivo fondamentale, quello di separare l'Europa dalla Russia e da tutto il mondo non americano e, in maniera sinergica, di rendere l'Europa stessa ancora più colonia di quanto già non fosse, rispetto alla plutocrazia neoliberale incapsulata nella civiltà tallassocratica del dollaro. La questione del gas, come sappiamo, è divenuta fondamentale, dato che l'Italia, come il resto dell'Europa del resto, non può più fornirsi dalla Russia, ormai ritenuta nemica, perché così ha deciso Washington. Ebbene, quella dei Liguri è stata una protesta sacrosanta, pacifica, basata su ragioni fondamentali. Oltretutto una protesta senza colore politico, che ha saputo unire migliaia di Liguri nell'esigenza fondamentale di proteggere la loro splendida terra dal rigassificatore. Curiosamente il presidente della regione Toti continua a postare sui social bellissime foto di paesaggi splendidi della Liguria, una delle terre più belle d'Italia, senza mai fare un cenno, nemmeno per sbaglio, alla questione del rigassificatore e ovviamente senza fare alcun cenno, a maggior ragione, alla riuscitissima protesta che i Liguri hanno indetto con grande successo contro il rigassificatore stesso. Ebbene siamo al cospetto di una delle tante contraddizioni della globalizzazione neoliberale che nei miei lavori ho chiamato una 'glebalizzazione' e al tempo stesso una 'anglobalizzazione'.Glebalizzazione da che il ritmo della globalizzazione produce sempre più povertà e genera una massa di nuovi servi della globalizzazione. Li chiamo i servi della glebalizzazione, variando sul tema. Si tratta poi di una vera e propria anglobalizzazione da che coincide con il movimento di americanizzazione del mondo, quel movimento che si manifesta anche nella interruzione dei rapporti dell'Europa con la Russia e con la Cina e, in maniera sinergica, della trasformazione dell'Europa stessa in una colonia di Washington, più ancora di quanto già non fosse.

2 anni ago
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Anche Elly Schlein torna a straparlare di sanità pubblica: “Pronti alla mobilitazione”

Elly Schlein, la guida delle sinistre fucsia neoliberali e postmoderne dimentiche di Marx e di Gramsci, e tutte proiettate sui…

2 anni ago
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Le tracce passate inosservate nel libro di Vannacci: ma quale visione alternativa

In molti si domandano insistentemente se il generale Vannacci, autore del fortunato quanto mediocre libro "Il mondo al contrario", sia…

2 anni ago
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L’ultima lettera di Bergoglio alla ONG di Casarini: non per caso vengono celebrati entrambi

C'è un nuovo intervento degno considerazione da parte di Bergoglio, che taluni si ostinano a qualificare, a celebrare come Papa,…

2 anni ago
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La lotta per il salario minimo è l’ennesima prova di incoerenza della sinistra

Uno dei cavalli di battaglia della odierna New Left ultraliberista e postmarxista è, come è noto, la richiesta del salario minimo. Una richiesta che viene utilizzata in maniera altamente ideologica contro il governo della destra bluette neoliberale, capitanato da Giorgia Meloni. Una richiesta sacrosanta mi permetto di aggiungere.Il salario minimo è infatti un punto di partenza, non di arrivo, per la tutela dei diritti dei lavoratori in Italia. Indi per cui la lotta per il salario minimo è, ripeto, sacrosanta. Quello che ci permettiamo, come subito diremo, di contestare, è il modo con cui le sinistre fucsia stanno conducendo questa battaglia. Anche i sindacati naturalmente sono schierati a spada tratta in difesa del sacrosanto salario minimo garantito. Nulla da eccepire su questo punto. Peccato però, e qui vengo al dunque, che quando la sinistra era al governo negli anni scorsi non abbia mai fatto letteralmente nulla per introdurre il salario minimo, che anzi ha variamente avversato.Pensate che in un articolo apparso nel 2019 su Il Manifesto, giornale non certo sospetto di nemicizia rispetto alle sinistre neoliberali, addirittura si spiegava per quali ragioni a quel tempo i sindacati fossero contrari all'introduzione del salario minimo. Sì, avete capito bene, la CGL ad esempio nel 2019, stando al manifesto, era contraria all'introduzione di quel salario minimo che oggi difende a spada tratta contro la destra bluette neoliberale di Giorgia Meloni. Insomma, siamo alle solite, possiamo ben dire. Al di là del vitreo teatro della contrapposizione ideologica tra la destra e la sinistra, regna in contrastato e sovrano il partito unico articolato del Capitale, partito unico del capitale che si riproduce mediante la finta contrapposizione tra una destra e una sinistra, egualmente interne allo stesso ordine neoliberale. Come peraltro limpidamente affiora dalla tragica vicenda del salario minimo che in realtà né la destra né la sinistra vogliono realmente introdurre.E qui sta il paradosso tragicomico della situazione odierna. Le sinistre contestano alle destre di non aver introdotto finora quel salario minimo che esse stesse sinistre quando erano al governo mai hanno introdotto e che anzi hanno avversato. Voi capite che una situazione pirandelliana di questo tipo è altresì sconcertante e ci rivela una cosa in maniera ad Amantina che destra e sinistra non tutelano a ugual titolo gli interessi dei lavoratori e che anzi per riprendere una geografia politica alternativa destra e sinistra rappresentano l'alto contro il basso vale a dire il capitale contro il lavoro il patriziato cosmopolitico no border contro le classi nazionali popolari che vivono del loro lavoro questo è il punto fondamentale destra e sinistra debbono essere superate per ripensare nuove categorie di emancipazione del basso e dei lavoratori.

2 anni ago
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Giuliano Amato ritratta su Ustica: questa vicenda non ha nulla di credibile

Continuano senza sosta le travagliate peripezie legate alla verità di Ustica, della strage cioè che portò alla morte di moltissimi innocenti nel giugno del 1980 e che fino a pochi giorni addietro era rimasta oggetto di mistero, avvolta da un alone di non chiarezza ebbene sembrava però che finalmente dopo 40 anni la verità su Ustica venisse a galla una volta per tutte quando pochi giorni addietro Giuliano Amato come ben ricorderete disse che la verità di Ustica era ormai allo scoperto era stato abbattuto l'aereo italiano dalla Francia addirittura Giuliano Amato chiedeva ai francesi di chiedere scusa per quell'episodio increscioso e deplorevole. Dopo 40 anni la verità sembrava finalmente emergere. Repubblica, rotocalco turbomondialista, titolava proprio in apertura con questa notizia. Ebbene Giuliano Amato, che nei giorni scorsi aveva indicato senza lasciare dubbio alcuno nei francesi i responsabili della tragedia, qualche giorno dopo si è già rimangiato quanto detto e ha, come usa dire, ritrattato. Su Libero, ad esempio, compariva nei giorni scorsi un articolo nel quale veniva attribuita ad Amato una espressione significativa: "Mi sono confuso". In sostanza Giuliano Amato diceva di essersi sbagliato in relazione alle precedenti dichiarazioni da lui rilasciate su Ustica e che appunto si era confuso. Come è possibile dunque fare affermazioni di quel tipo con tanta certezza per poi dirsi dopo due giorni confusi? E' davvero credibile questa vicenda? Come se non bastasse Giuliano Amato sembra aver nuovamente ritrattato se si considera che Repubblica nella giornata di ieri già di fatto rivedeva il giudizio di Amato che confermava quanto detto in precedenza, cioè che la strage fu compiuta dai francesi. Insomma, tutta una serie di peripezie che rendono ancora più complicato il già complicatissimo quadro della strage di Ustica. E' davvero credibile, ripeto questa vicenda, perché proprio ora stava emergendo la verità o la presunta verità intorno alla strage di Ustica? Che cosa ha indotto Giuliano Amato prima a parlare e poi molto rapidamente a ritrattare per poi, altrettanto rapidamente, a riconfermare? Non lo sappiamo, ma di una cosa possiamo essere certi al di là, direi, di ogni ragionevole dubbio. Verità e giustizia in Italia latitano e continueranno purtroppo a farlo ancora per moltissimo tempo, se queste sono le premesse, se questo è il quadro generale della situazione nella quale ci troviamo. Insomma, la strage di Ustica sembrava finalmente chiarita, ma forse non lo è affatto. Quel che è certo è che una delle tante troppe vicende oscure del nostro paese, delle tante troppe vicende in cui hanno perso la vita moltissime persone innocenti che ancora attendono verità e giustizia, da Ustica alla strage di Bologna, passando per l'Italicus, Piazza Fontana, insomma si moltiplicano le stragi irrisolte nel nostro paese e questo sicuramente non ci dà motivo di grandi speranze.Radioattività - Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

2 anni ago
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L’Occidente fa due pesi e due misure: volevano liberarsi di Gheddafi, ora demonizzano i moti africani

Pare che la situazione sul fronte africano vada notevolmente complicandosi. Il Niger, infatti, ha chiesto qualche giorno addietro l'immediata espulsione dell'ambasciatore francese. Ciò ha rivelato una volta di più con limpido profilo la propria volontà di continuare senza esitazioni e senza freni sulla linea dell'anticolonialismo e della piena rivendicazione della propria sovranità nazionale e della propria indipendenza da ingerenze esterne.Per inciso, come più volte abbiamo sottolineato, la sollevazione del Niger ha attivato una catena di analoghe rivendicazioni di sovranità e di opposizione alle scellerate politiche coloniali occidentali. Politiche coloniali occidentali che, va sottolineato, continuano in qualche maniera anche oggi a utilizzare in maniera sciagurata l'Africa come colonia al servigio dell'Europa, come peraltro affiora limpidamente dalla triste, tristissima e sciagurata vicenda del franco africano, strumento in grazia del quale la Francia continua a trattare in maniera coloniale l'Africa, o almeno alcune sue parti. Curiosamente, va sottolineato anche questo aspetto, l'Occidente, come ben ricorderete, celebrava con entusiasmo le primavere arabe, cioè i moti di protesta volti a favorire l'occidentalizzazione dell'Africa. Le primavere arabe questo facevano, abbattevano quel che rimaneva del vecchio nazionalismo arabo, quello che si era a suo tempo manifestato in figure pur diverse come Gheddafi in Libia o ancora prima come Nasser in Egitto. Le rivoluzioni arabe chiudevano definitivamente quel ciclo e sembravano aprire una forma di ormai integrale occidentalizzazione dell'Africa. E per questo venivano celebrate, come già dicevo, dall'occidente attrazione atlantista.Adesso invece lo stesso occidente demonizza come terroristici e con altre espressioni ugualmente ostracizzanti i moti di protesta africani che si battono non per l'occidentalizzazione dell'Africa ma viceversa per la sua sacrosanta liberazione dal colonialismo occidentale. Si tratta a ben vedere della solita vicenda dei due pesi e delle due misure dalla quale si evince in modo nitido l'elevato tasso di ipocrisia con cui l'Occidente continua a rapportarsi anche all'Africa. Insomma, questi moti che in Niger hanno trovato un loro movimento di manifestazione fondamentale sembrano avvalorare l'idea che l'Africa voglia un panafricanismo, un indipendentismo, una forma di liberazione dal colonialismo occidentale, esattamente l'opposto di quel che era emerso con le rivoluzioni ampiamente colorate, dette rivolte arabe o primavere arabe di qualche anno addietro.Radioattività - Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

2 anni ago
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Amato ha fatto dichiarazioni epocali: i politici italiani che sapevano dovrebbero scusarsi

E adesso Giuliano Amato ha parlato. Lo ha fatto nei giorni scorsi proferendo parole davvero sconvolgenti, ha detto cose letteralmente epocalie le ha comunicate come se si trattasse in fondo di cose ovvie, risapute, che si possono dire serenamente come cose tra le tante.Secondo le parole di Giuliano Amato, che ampia eco hanno avuto nei giorni scorsi su tutti gli organi ufficiali di informazione, fu la Francia ad abbattere l'aereo della strage di Ustica del giugno del 1980. Certo, dalle parole di Amato si evince che non fu un gesto volontario, da che la Francia aspirava a colpire Gheddafi, che fu messo in salvo dal governo di Craxi, che a quel tempo, come è noto, era tra i governi in Europa più vicini alla Libia dello stesso Gheddafi. Il bersaglio dunque doveva essere la Libia e invece fu incidentalmente e anche sciaguratamente l'Italia, con la ben nota strage che costò la vita a moltissime persone che vivono nel ricordo dei familiari, di quei familiari che ancora ora stanno cercando verità e giustizia.Perché Giuliano Amato svela proprio ora la verità su Ustica? Questa è la domanda da porre e sulla stessa linea bisognerebbe anche domandare quanto segue: su quali basi Giuliano Amato svela ora con certezza indiscutibile la verità su Ustica? A ben vedere i casi sono due. Primo caso: hanno adesso trovato la prova determinante che mancava in tutti questi anni e che permette infine di dire senza tema di smentita quel che accadde nel 1980 con la strage di Ustica. Come a dire, prima mancava la prova, adesso la si è trovata e si può dire, come ha fatto Amato, che fu colpa della Francia. Dovrebbero naturalmente dirci a questo punto qual è la prova in questione, qual è la pistola fumante, come usa dire, che permette di inchiodare la Francia, cosa che viene fatta ora e non nei 40 anni precedenti, va ricordato. Seconda ipotesi, già sapevano tutto nel governo italiano ma non hanno finora voluto dirlo, cioè per più di 40 anni hanno taciuto senza lasciar trapelare la verità che ora invece improvvisamente Giuliano Amato ha comunicato.Naturalmente, se così fosse, sarebbe davvero gravissimo. Detto altrimenti, se finora non ci hanno detto la verità su Ustica, potrebbe essere per il fatto che la verità ancora non era emersa e invece ora si è trovata la prova decisiva, o come usa dire, la pistola fumante, anche se 40 anni dopo rispetto alla straccia. Potrebbe essere plausibile, certo, ma dovrebbero allora dirci chiaramente qual è la pistola fumante, qual è la prova che ora è emersa e che permette di dire finalmente la verità di Ustica. Se invece non è emersa nessuna novità, non si è trovata alcuna prova, allora la situazione non può che essere la seguente, come già ricordavo. Una parte dello Stato italiano già sapeva la verità su Ustica e solo ora, dopo 40 anni, la lascia affiorare. Se così fosse si tratterebbe evidentemente di una cosa gravissima, inaccettabile, di una vera e propria violenza inaudita ai danni del popolo italiano in generale e soprattutto ai danni delle vittime della strage di Ustica e dei loro familiari.Amato ha chiesto a Macron di chiedere scusa all'Italia, ma in verità nel 1980 Macron portava ancora i calzoni e probabilmente non aveva nemmeno contezza di quelli che fossero i rapporti internazionali. A chiedere scusa all'Italia dovrebbero essere, ancora prima dei francesi, i politici italiani che non hanno fatto emergere la necessaria verità fino a oggi. Questa è la verità che bisogna avere l'onestà e il coraggio di ripetere con enfasi.Radioattività - Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

2 anni ago
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“Facciamo una nuova legge”: l’ultima sparata di Schlein sul fascismo fa anche il gioco della Destra

E adesso l'immarcescibile Elly Schlein vuole proporre una legge contro, udite udite, la propaganda fascista. Proprio così, a giudizio di…

2 anni ago