In 4 anni l’economia italiana ha perso 46 miliardi di potere d’acquisto. La prolungata vulnerabilità legata alle tensioni internazionali viene paragonata, per gravità, alle crisi petrolifere degli anni ’70. Nonostante una relativa capacità di tenuta del sistema economico, questa situazione ha comportato e sta comportando costi molto alti per l’Italia. Le stime elaborate dall’Associazione indicano che gli shock energetici sull’inflazione hanno bruciato oltre 30 miliardi di consumi. A ciò si aggiunge una perdita stimata di quasi 52 miliardi di euro di prodotto interno lordo reale dal 2022 a oggi.
Parlavo l’altro giorno con un imprenditore in consulenza con me, e anche questa mattina ho visto degli imprenditori in consulenza per la pianificazione strategica. Si rendono conto dell’enorme distanza tra il mondo politico e il mondo dell’impresa. Questi dati vengono snocciolati così: vabbè, abbiamo perso 52 miliardi di prodotto interno lordo negli ultimi 4 anni, dal 2022. Ma chi produce il prodotto interno lordo, si chiedono loro? Noi imprenditori. E cosa fa la politica per aiutare gli imprenditori, al di là delle chiacchiere, da 25 anni? La prima cosa sarebbe uscire da quella gabbia di matti dell’Unione Europea.
Parallelamente alla contrazione economica, la pressione fiscale complessiva continua a crescere. Stiamo massacrando le imprese, che sono quelle che creano il prodotto interno lordo e i posti di lavoro. Questo fardello fiscale extra è stato calcolato in 77 miliardi di euro in più negli ultimi anni. Rispetto alla situazione ipotetica del 2021, siamo riusciti in 4 anni a fare 77 miliardi di pressione fiscale in più, e ovviamente riducendo i servizi. Una grave difficoltà per i contribuenti. I dati non vi vado avanti a leggerli.
Voglio commentare brevemente questa situazione. Sta per uscire, o è già uscita, non lo so, una mia ultima pubblicazione dal titolo La solitudine dell’imprenditore. Questa è la dimensione vera dell’imprenditore: la solitudine. Perché? Perché quando vengono a parlare con me, vengono chiaramente per un’attività tecnica, cioè la pianificazione strategica, il posizionamento competitivo del prodotto e così via. Ma c’è anche il senso di abbandono da parte dello Stato e del mondo politico.
Il messaggio che voglio darvi è: non preoccupatevi. Quelli bravi escono sempre da tutte le situazioni rimboccandosi le maniche da soli. Gli altri aspetteranno gli aiuti di Stato.
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