Inter-Brugge finisce 3-4, ed è una notte da incubo al Meazza. I nerazzurri hanno tirato tanto, creato tanto, sbattuto su legni e occasioni, ma hanno pagato ogni distrazione con una puntualità spietata. Dopo il ko a Madrid alla prima giornata, la squadra di Chivu resta a zero punti nella League Phase e davanti a sé ha già un cammino in salita. Il punteggio è clamoroso, ma la sensazione più forte è un’altra: l’Inter ha perso una partita che, per quantità di gioco, avrebbe potuto vincere.
Il primo tempo racconta bene il paradosso della serata. L’Inter spinge, Lautaro e Thuram hanno le prime occasioni, poi il Bruges sale in cattedra con Tresoldi, prima fermato da una traversa e poi autore del vantaggio su calcio di rigore alla mezz’ora. Il colpo però non spegne i nerazzurri: arriva la traversa di Calhanoglu, poi un gol annullato a Lautaro per fuorigioco e infine il pareggio, quando Dimarco innesca di tacco Lautaro, che tira e batte Sommer. Un’azione bellissima, nata da una ripartenza di Thuram, che sembrava il segnale di una squadra pronta a ribaltare tutto. Invece quella è stata l’ultima vera fase di controllo.
Nella ripresa la partita si trasforma. Al 63′ Forbs brucia Dimarco in velocità e serve Tresoldi, che segna a porta vuota dopo l’uscita sciagurata di Josep Martínez dalla propria area. Un episodio che pesa, perché cambia l’inerzia e fa crescere la fiducia belga. L’Inter continua a crearsi occasioni, ma al 74′ Forbs centra Martínez col sinistro dall’area e Tresoldi, freddo, firma il tap-in che gli vale la tripletta. Qui si misura il vero problema nerazzurro: una squadra che concede in contropiede due gol di pura velocità, con un reparto difensivo che soffre in transizione e un portiere in difficoltà, rischia di pagare più di quanto non produca in attacco. Tresoldi ha avuto il merito di approfittarne con una freddezza da attaccante vero.
La partita non è chiusa, perché all’80′ Lautaro ribadisce in rete la respinta di Sommer su conclusione di Sucic, con il suo secondo gol della serata. Ma proprio quando l’Inter sembra poter rientrare, all’87′ Vermant firma il 4-2 con il Brugge in ripartenza. Nel recupero Bonny segna il 3-4 al 93′, troppo tardi per cambiare la sostanza. I numeri confermano il rammarico: 26 tiri a 14 per i nerazzurri, di cui 11 nello specchio contro 5, e un possesso del 56%. Eppure la sconfitta è netta. In Champions, però, non si vince con le statistiche: si vince con l’efficacia, e il Brugge ne ha avuta di più. Per Chivu la questione ora è seria: mercoledì 21 ottobre a San Siro arriva lo Shakhtar, e il punteggio pieno non è più un’opzione, è un obbligo.
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