“Le compagnie petrolifere registrano una redditività complessiva e margini sui prodotti raffinati che superano l’aumento dei prezzi del petrolio greggio. Stiamo affrontando uno dei più grandi shock di offerta degli ultimi decenni e in tutto il mondo cresce il malcontento per l’aumento del costo della vita“. Così in una lettera di fine agosto i Paesi europei chiedevano all’Unione di aprire un dibattito su un “quadro a livello UE per tassare gli extraprofitti”. Tra i 6 ministri delle Finanze anche Giancarlo Giorgetti, che nelle settimane successive ha alzato l’attenzione sul tema presentandolo come una priorità. “Eravamo in pochi, mi sembra che ogni giorno che passa aumentino i paesi che sono convinti che si debba fare qualcosa e che l’Europa debba dare una risposta sotto questo aspetto. Abbiamo calendarizzato la discussione informale all’Ecofin di inizio ottobre, spero che anche il resto d’Europa si svegli sotto questo aspetto“.
Una risoluzione appoggiata fin da subito anche in maggioranza. “Bene la richiesta dei Paesi europei, tra cui l’Italia, di una tassazione comunitaria degli extraprofitti per permetterci di arginare i prezzi della benzina“, rivendicava Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. “Il governo Meloni è in prima fila per sostenere gli italiani anche su questo fronte. Ora l’Europa ci ascolti“. In UE il tema è arrivato nella plenaria di martedì, ma l’emendamento presentato da un gruppo di eurodeputati di S&D, Verdi, The Left e sostenuto dal Movimento 5 Stelle ha ottenuto un secco “No”, anche di deputati del governo italiano.
L’emendamento avanzato in una relazione del Parlamento europeo sull’approccio dell’UE alle imposte societarie osservava con preoccupazione “che, dallo scoppio della guerra nella regione del Golfo e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, i profitti delle società petrolifere e del gas sono aumentati vertiginosamente, mentre le bollette energetiche per le famiglie e le imprese europee sono aumentate drasticamente”, e invitava “la Commissione a presentare senza indugio una proposta intesa a tassare gli utili in eccesso consolidati delle grandi società petrolifere e del gas“, sottolineando inoltre che “le entrate derivanti da tale misura dovrebbero essere utilizzate per fornire un sostegno mirato alle famiglie e alle PMI“. La proposta è stata votata martedì a Strasburgo, ottenendo esito negativo: tra i voti contrari Fratelli d’Italia, Forza Italia e Vannacci; la Lega si astiene.
33
ECR (Fratelli d’Italia): Berlato, Cavedagna, Ciccioli, Ciriani, Crosetto, Donazzan, Fidanza, Fiocchi, Gambino, Gemma, Inselvini, Magoni, Mantovani, Milazzo, Nesci, Picaro, Polato, Procaccini, Razza, Sberna, Squarta, Torselli, Ventola, Vivaldini
ESN (Futuro Nazionale): Vannacci
PPE (Forza Italia): De Meo, Dorfmann (Südtiroler Volksspartei), Falcone, Martusciello, Moratti, Princi, Salini, Tosi
33
Renew: Picierno
S&D (Partito Democratico): Annunziata, Benifei, Bonaccini, Corrado, Gori, Laureti, Lupo, Maran, Moretti, Ricci, Ruotolo, Strada, Tarquinio, Tinagli, Topo, Tramacere, Zan, Zingaretti
The Left (Movimento 5 Stelle): Antoci, Della Valle, Furore, Lucano (AVS), Morace, Palmisano, Pedulla’, Salis (AVS), Tamburrano, Tridico
Verts/ALE (Alleanza Verdi e Sinistra) : Guarda, Marino, Orlando, Scuderi
Nel frattempo è scaduto il 6 ottobre lo sconto fiscale sul diesel, mentre le accise mobili, il meccanismo che finanzia il taglio con l’extragettito Iva, non sono ancora scattate: lo stesso giorno il viceministro Leo ha dichiarato che non c’è ancora una decisione. Sulla mancata applicazione, Eni non si fa carico del rialzo fiscale delle accise, aggiornando di conseguenza il proprio “price cap”. Insieme a Ip, Q8 e Tamoil ha alzato il tetto sui prezzi: il gasolio di Eni sale a 2,25 euro, mentre la benzina resta a 1,99.
Una bocciatura, quella del centrodestra all’emendamento presentato a Strasburgo, che stona con le precedenti dichiarazioni e le misure promesse. Intanto in borsa, le azioni delle compagnie petrolifere raggiungono cifre record: Eni segna un +61% nell’ultimo anno, Chevron il 41%, Shell il 38%. Mentre il prezzo dei carburanti continua a pesare sul portafoglio dei cittadini, il dietrofront sugli extraprofitti tutela le grandi compagnie, mentre il CEO di TotalEnergies, Patrick Pouyanne, certifica in una dichiarazione: “Preferisco un mondo in subbuglio alla pace: offre più opportunità”.
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