Ho già chiarito le ragioni per cui ritengo il disegno di legge sull’antisemitismo letteralmente inqualificabile, osceno. In estrema sintesi, ricapitolando quanto più estesamente ho mostrato altrove, detto disegno di legge adopera l’alibi della lotta contro l’antisemitismo per giustificare l’immunizzazione di Israele e delle sue politiche nefande rispetto a ogni possibile critica. L’obiettivo è quello di mettere fuori legge ogni dissenso rispetto all’agire genocidario di Netanyahu, subito liquidandolo come espressione dell’antisemitismo.
Ciò detto, il disegno di legge antisemitismo, tra l’altro, condanna come antisemitismo anche il paragone tra le politiche d’Israele e quelle del nazismo. Converrete con me che è un puro non sequitur, dato che nella storia può effettivamente accadere che uno Stato, compreso quello d’Israele, possa effettivamente attuare politiche paragonabili a quelle del nazismo, o magari anche addirittura ispirate a quelle del nazismo. Ebbene, con il disegno di legge in questione si criminalizza a priori un’interpretazione storica possibile di eventi possibili. Si pone di fatto in essere un reato di opinione, ma poi anche un reato di interpretazione storica.
Spinoza si starà sicuramente rivoltando nella tomba, come si suol dire. In un regime democratico, spiegava Spinoza, ciascuno deve essere libero di interpretare la realtà e perfino i testi sacri come meglio crede. Se le sue idee sono false, allora verranno confutate da quelle vere, dacché il contrario di falsità è verità, non censura. Il passaggio che ho poc’anzi evocato del disegno di legge sull’antisemitismo istituisce una sorta di blocco ermeneutico, in forza del quale una possibile interpretazione viene disabilitata a priori e giudicata antisemita, a prescindere dai fatti storici che si stanno svolgendo o che comunque potranno svolgersi in futuro.
Quanto poi al fatto che si debba perseguitare penalmente chi identifichi la critica delle politiche di Israele con l’intero popolo ebraico, non si capisce perché questo principio debba valere solo per un popolo e non per tutti. Forse che è lecito identificare l’intero popolo americano con le malefatte compiute dal governo USA? O l’intero popolo tedesco con i crimini a suo tempo compiuti da Hitler? Per dirla ancora con lo Spinoza del Trattato teologico-politico, non esistono popoli eletti che, in quanto tali, debbano essere trattati diversamente rispetto agli altri, nel bene o nel male. Infatti, spiega Spinoza, tutti i popoli, come del resto tutti gli enti, sono estrinsecazioni immanenti dell’unica sostanza esistente: Deus sive natura.
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