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La Cina fa tremare l’Europa: ecco come stanno conquistando l’industria delle auto

La presenza cinese in Europa sta assumendo i contorni di un vero e proprio trasferimento di competenze strategiche. Infatti, dalla metà degli anni 2000, Pechino ha investito direttamente in oltre 130 aziende europee di componentistica dell’automotive, soprattutto in Francia e in Germania. Questa espansione rischia di includere nei prossimi 2 o 3 anni, diciamo, i principali produttori globali, sottraendo sostanzialmente la leadership europea.

Infatti, nel 2025 l’automotive è stato il primo settore per investimenti esteri diretti cinesi in Europa, raggiungendo i 7,6 miliardi di euro con un incremento, pensate, del 46%. Ben il 93% di queste risorse finanziarie è stato destinato alla filiera elettrica, concentrandosi in particolare su batterie e componentistica per veicoli elettrici.

Il duplice obiettivo di Pechino: competenze e scorciatoie normative

Parallelamente, la Cina ha speso quasi 8 miliardi di euro in acquisizioni e fusioni per comprare delle società europee operanti anche in altri settori industriali. E l’acquisizione delle piccole e medie imprese europee ha un duplice obiettivo: quello di impossessarsi di competenze chiave e dall’altro di aggirare le normative locali.

Comprare le società europee già radicate permette infatti a Pechino di ottenere il marchio Made in European Union, senza dover costruire dei nuovi impianti da zero. Capite, è una scelta strategica e questa strategia consente di risparmiare tempo e denaro, ma espone l’Europa a rischi di vulnerabilità nella catena della fornitura integrata.

Sovranità industriale a rischio: il conto della disastrosa Unione Europea

Il fenomeno solleva una serie di preoccupazioni circa la perdita di sovranità industriale e tecnologica europea. A fronte dell’avanzata cinese, vedete, quando io da tanti anni vi dico che l’Unione Europea è stato il più grande disastro storico che noi abbiamo avuto per gli stati europei, è perché sono convinto che sia stato sbagliato questo progetto nei tempi, nei modi, soprattutto nei contenuti e negli obiettivi.

È stato un disastro e oggi ne stiamo pagando le conseguenze. Si diceva che saremmo andati a conquistare la Cina, in realtà è la Cina che è venuta a conquistare l’Europa.

Valerio Malvezzi

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