Il successo di Alternative für Deutschland nelle elezioni in Sassonia-Anhalt del 6 settembre ha riacceso in Italia il già ampiamente espresso dibattito sul ritorno dell’estremismo di destra. Ma non solo. Diversi quotidiani, trasmissioni in tv, utenti sui social, hanno messo in relazione il consenso di AfD con il basso titolo di studio e il disagio economico degli elettori. Un’associazione negativa, secondo i più, che aveva già trovato voce nelle parole di Stefano Bonaccini. “Quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni e prima a Salvini e ora, forse, a Vannacci, è un voto che vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città, chi sta peggio economicamente”. Così aveva detto al finire di agosto l’europarlamentare del PD.
Anche su La Repubblica nei giorni scorsi si è ricalcato il tema con l’identikit dell’elettore di AfD: “Maschi, bianchi e arrabbiati”, e ancora “Uomini, operai, persone economicamente disagiate e con un’istruzione bassa”.
Giorgio Bianchi, in diretta ai nostri microfoni, ha puntato il dito proprio contro l’impostazione di certa stampa: “Il titolo di Repubblica parla di operai e di persone economicamente svantaggiate come se fosse una colpa. E’ come dire: sei economicamente disagiato, hai un’istruzione bassa, quindi sei una specie di bestia, e quindi è normale che tu possa votare per le bestie“. Un atteggiamento, secondo il fotoreporter, “classista e razzista”. “E’ un mondo oramai che è completamente autoreferenziale, che vive praticamente su Marte“.
“In Ucraina il resoconto è disastroso”, spiega Bianchi. “Si parla di bambini chiusi dentro casa, che non escono non da settimane, non da mesi, ma da anni, che passano le giornate a giocare con il cellulare. Gente che è terrorizzata di uscire di casa per paura di essere reclutata. Un paese spopolato, un paese semidistrutto. E c’è quella gente lì che ancora sostiene che noi si debba in qualche modo alimentare questa carneficina. E poi si stupiscono se l’incolto, se l’ignorante vorrebbe dire: ragazzi, a noi dell’Ucraina ce ne frega zero. Se ce ne frega qualcosa, ci importa di quella gente lì che vive in quelle condizioni e vorremmo farla tornare al più presto a vivere in condizioni normali, con il Donbass, senza il Donbass. Vogliamo una soluzione politica del conflitto. E sono cose di assoluto buon senso”.
“Eppure tu hai quei saccentoni, quegli pseudolaureati, i semicolti, che seduti a tavola impiegano la loro retorica e la loro cultura per spiegarti che è giusto, è sacrosanto, che è moralmente accettabile portare avanti questa mattanza e questa carneficina, perché noi la dobbiamo far pagare a Putin, sorvolando su quello che succede per esempio in Medio Oriente con l’aggressione dell’Iran, l’aggressione del Libano e la mattanza di Gaza“.
L’analisi a Un Giorno Speciale.
La signorilità di Lewis Hamilton 10 e lode Lezione di stile a una scuderia intera:…
A pochi giorni dall'apertura della campagna elettorale israeliana — si vota il 27 ottobre —…
Tre sconfitte consecutive hanno riacceso la discussione attorno al Napoli di Massimiliano Allegri. Dopo il…
Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia in volo da Bologna a Palermo precipitò nel…
Il problema dei carburanti annacquati continua a colpire gli automobilisti italiani, e l'ultimo caso evidenziato…
La telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump dell'8 settembre, definita dal consigliere del Cremlino…