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Attualità

“Murgia violenta in quanto brutta”, cosa c’è dietro la clamorosa polemica del Premio Strega

Si è accesa una infuocata polemica intorno alle dichiarazioni del vincitore del premio strega Michele Mari, intorno alla figura di Michela Murgia. Avrebbe detto lo scrittore, il quale tuttavia ha smentito, che Michela Murgia era violenta in quanto brutta, sic. Parole indubbiamente inqualificabili, sia chiaro, giacché la legittima critica delle idee non deve mai trapassare nella critica della persona. Come dicevano i greci “attacca il poeta chi non è in grado di attaccare il carme”. Chiarita l’inopportunità e di più la inqualificabilità delle dichiarazioni contro la figura di Michela Murgia, desidero svolgere due considerazioni annesse in maniera celerrima. La prima riguarda il fatto che adesso si minaccia lo scrittore della revoca del premio assegnatogli, a meno che non faccia un mea colpa e non chieda ufficialmente scusa. Bisogna tuttavia precisare che le dichiarazioni che vengono attribuite a Mari non sono dichiarazioni pubbliche, svolte a mezzo stampa o in colloqui ufficiali. Si tratterebbe invece di affermazioni fatte in privato, in una cena informale tra colleghi.

Come sappiamo e come ci ricorda Spinoza, l’invidia, l’odio e le passioni tristi in generale sono determinazioni umane, troppo umane, alle quali purtroppo nessuno di noi sfugge, specie tra colleghi. La stessa Michela Murgia, se non ricordo male, aveva apertamente scritto un’apologia dell’odio. La seconda considerazione che desidero svolgere riguarda invece la figura stessa di Michela Murgia. Sembra che ormai ella sia stata innalzata al rango di divinità intoccabile, a cui tutti debbono sempre e comunque tributare onori. E ciò in ragione del fatto che pochi altri più di lei hanno perfettamente incarnato il pensiero unico, politicamente corretto, di ispirazione liberal-progressista. Ebbene, contro questa tendenza geografica dobbiamo rivendicare il nostro diritto alla critica, critica che deve potersi esercitare in ogni direzione, compresa la produzione intellettuale di Michela Murgia. Non la sua figura umana, sia chiaro, anche in ragione del fatto che ella non è più e che è ancora più inaccettabile l’attacco ai defunti, ma l’arsenale di quadri ideologici di completamento dell’ordine della globalizzazione neoliberale che la Murgia ha prodotto e in forza del quale è stata ed è tuttora magnificata dall’ordine simbolico dominante.

La libertà di criticare la produzione intellettuale di Michela Murgia coincide infatti con la libertà di criticare l’ordine dominante. Proprio per questo detta libertà deve essere difesa senza tuttavia che trapassi nell’attacco volgare contro la persona. Si criticano le idee, non le persone, per le idee che hanno. Questo deve essere un punto saldo e irrinunciabile ed è su questa base appunto che noi critichiamo in maniera aspra le idee di Michela Murgia senza in alcun caso attaccare la sua figura.

Diego Fusaro

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