Candeline da tre punti.
Torta semplice ma impastata con fatica per quasi un’ora, prima che venisse fuori la dolcezza di un vantaggio provvidenziale, perché per l’occasione Cambiaso si orienta verso la porta avversaria, baciando più che accademicamente l’obiettivo: duplice, il significato del termine, perché in favore di telecamera c’è il primo gol di una serata fatta per proseguire la marcia verso la migliore versione che la prima Juventus di Luciano Spalletti potrà offrire di se stessa. Prima di correre e rincorrere, Madama è obbligata a perseguire il profilo più identitario possibile.
Per un fiorentino come Dante, per di più di Certaldo come Boccaccio, la prosa del risultato deve essere cosparsa di sillabe scandite poeticamente, con accenti melodici per scandire gli auguri che si chiama addosso quando apre le braccia, come mura di cinta in via di fortificazione, per accogliere i suoi dopo il raddoppio.
Zuccherini cosparsi assieme alla sicurezza del raddoppio, poi la ciliegina, candita come se ne trovano sui banchi dei mercati levantini, ma non così rotonde come quella che sceglie Yildiz: destro d’estro, carezzevole nella preparazione sulle labbra dell’area, tagliente come scimitarra verso il cuore del tre a zero.
Sessantasette anni oggi, accanto a una Signora che ne condivide sempre di più i pensieri.
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