Questa mattina Stati Uniti e Israele hanno avviato un’operazione militare congiunta su vasta scala contro l’Iran. L’attacco, definito da Tel Aviv “pre-emptive strike” e battezzato in Israele “Roaring Lion” (Ruggito del Leone), ha preso di mira la capitale Teheran. Esplosioni multiple hanno squarciato il cielo sopra la capitale iraniana già dalle prime ore, con colonne di fumo nero visibili da chilometri di distanza. Fonti locali parlano di colpi vicino al compound del leader supremo Ali Khamenei e in zone residenziali del nord.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un video diffuso su Truth Social, ha annunciato l’inizio delle operazioni con l’obiettivo dichiarato di smantellare l’arsenale missilistico iraniano, azzerare ogni capacità nucleare militare e spingere verso un cambio di regime. “L’ora della vostra libertà è vicina”, ha detto rivolgendosi direttamente agli iraniani, invitandoli a ribellarsi. Teheran ha reagito quasi immediatamente: i Pasdaran hanno lanciato ondate di missili balistici e droni contro Israele, con sirene antiaeree in tutto il paese e intercettazioni attive sopra Tel Aviv e il sud. Colpi sono stati segnalati anche contro basi americane in Qatar, Bahrein, Emirati e Kuwait, mentre lo spazio aereo di entrambi i paesi è stato chiuso al traffico civile.
Il conflitto, scoppiato dopo settimane di negoziati falliti sul nucleare e minacce reciproche, rischia di allargarsi rapidamente al resto della regione. Fonti militari statunitensi parlano di un’offensiva che durerà “diversi giorni”, con perdite già in crescita da entrambe le parti. La tensione è altissima: il Medio Oriente sembra sul filo di una guerra aperta.
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