NAPOLI – COMO | La pioggia battente lucida l’intensità della partita, coi saliscendi del suo andamento e le scivolose decisioni di Manganiello.
Nico ‘o Paz è pazzo davvero? Questo si chiederebbe l’immenso Rino Gaetano mentre la fase finale del tempo regolamentare vede la partita in fase di stallo e uno stadio che non potrà citare il – Sono andato a letto presto – di De Niro.
Il gioiellino del Como esce sotto i fischi qualche minuto dopo la ricomparsa di Lukaku sul fronte offensivo opposto: il belga trotterella come un autotreno diesel ancora troppo distante dalla tangenziale della brillantezza.
L’1 – 1 al termine dei 90′ più recupero spedisce Napoli e Como nelle mani, anzi nei piedi dei rispettivi rigoristi, già presenti nelle liste che Conte e Fabregas hanno stilato sotto le rispettive visiere.
Ha smesso di piovere, nel frattempo, ma un diverso stillicidio si prepara: 110 metri di distanza dalla semifinale, dieci rigori in tutto salvo imprevisti.
Lukaku sceglie l’angolo, dopo i la corsetta sul posto, poi tampona un cartellone pubblicitario; rimette i conti in parità Milinković- Savić, Elmas spedisce a oltranza la contesa.
Segna Diego Carlos per il Como, poi Milinkovic si sposta dalla porta al dischetto: il flipper non va in tilt per una questione di millimetri e carambole, poi segna Vojvoda. Poi pure Gutierrez.
Sta durando più delle polemiche su Pucci a Sanremo. Lobotka alla fine prende la semifinale e la butta, anzi la Butez via, perché è più parato che sbagliato.
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