Quello che era diventato un servizio di eccellenza, l’alta velocità italiana, ormai non è più credibile. Non è in discussione il ritardo ma l’entità, quanti sono i minuti e più spesso le ore di attesa per un treno. Il sistema è fragile anche perché è in balia ormai di una rete nazionale, penso delinquenziale, di persone che simultaneamente occupano i binari e paralizzano l’Italia. E noi che subiamo tutto questo terrorismo non possiamo nemmeno parlare perché altrimenti siamo accusati di avallare il “genocidio” di Gaza. Saremmo insensibili insomma solo perché abbiamo la voglia di rispettare appuntamenti di lavoro dai quali dipende la vita delle nostre aziende e quindi dei posti di lavoro. Per non parlare di chi si sposta per raggiungere familiari malati o chi deve essere sottoposto a visite specifiche dopo mesi di attesa. Salta tutto perché la strategia eversiva (credo proprio sia in atto questo) vuole il caos del Paese.
Non ditemi che tutto questo è attinente a ciò che sta accadendo tra Israele e Hamas, alla necessità civile di dire basta ad una guerra che ormai deve avere una fine. Le persone perbene manifestano, chiedono le necessarie autorizzazioni, rispettano i cittadini. I delinquenti occupano, devastano, minacciano. Purtroppo coperti da una parte della politica per la quale è comunque bacino elettorale. E a farne le spese siamo noi “gente normale” che vogliamo solo lavorare, vivere serenamente, possibilmente anche divertirsi. A me i bambini di Gaza stanno molto a cuore e cerco nel mio piccolo di aiutarli seguendo le indicazioni del Cardinale Pizzaballa al quale si possono far arrivare determinati aiuti. Non posso fare altro se non pregare per la pace. Già la pace, c’è chi la evoca facendo innescare un meccanismo da guerra civile. Non a Gaza, in Italia. Situazioni che ti fanno dubitare davvero della tenuta delle nostre istituzioni democratiche.
Tornando ai treni ormai sono sconsigliati, non sai mai se parti e se arrivi. Peccato.
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