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In Moldavia è andato in scena un Romania bis, ma nessuno ve ne parla

Leggiamo che in Moldavia le elezioni hanno dato un esito abbastanza trionfale per le forze europeiste. Infatti, hanno vinto nettamente dette forze europeiste, si parla addirittura del 44%. Il guitto di Kiev, l’attore nato con la N maiuscola Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, afferma trionfante che la Russia non è riuscita a destabilizzare il Paese.

La vittoria narrata

Cantano dunque vittoria gli araldi infaticabili del pensiero unico europeisticamente corretto, ferventi sostenitori del mondo unidimensionale sotto il segno della forma merce e dell’alienazione turbocapitalistica. Peccato però che ben due partiti filorussi siano stati dichiarati nei giorni scorsi fuorilegge e dunque non abbiano potuto prendere parte alle elezioni. Un grandioso esempio di vittoria democratica per gli euroinomani, dunque.

Il modello democratico

Un modello insuperato e insuperabile di democrazia, quello in cui le forze di opposizione vengono dichiarate fuorilegge poco prima delle elezioni. Come a dire: per difendere la democrazia è duopo limitarla, per essere più democratici bisogna essere meno democratici. Questa triste e tragicomica vicenda va del resto a completare il lugubre quadro del nostro tumultuoso presente, compiutamente peccaminoso per dirla con Fichte.

Il precedente in Romania

Non abbiamo certo dimenticato quel che accadde non molti mesi addietro in Romania, ove addirittura vennero annullate le elezioni quando a vincere furono forze dichiaratamente avverse al folle progetto tecnocratico e repressivo dell’Unione Europea, tempio vuoto che santifica il turbocapitale San Frontier.

Il concetto di democrazia in Occidente

Insomma, il bizzarro concetto di democrazia che sta prendendo forma in Occidente, anzi in Uccidente, è quello in grazia del quale si può votare liberamente, a patto che si voti come desiderano le classi dominanti, la plutocrazia neoliberale imperialistica, anche a costo di annullare le elezioni, come in Romania, o di mettere fuori legge i partiti di opposizione, come in Moldavia. Allora, domandiamo socratecamente: vi piace questo particolarissimo concetto di democrazia? E in che cosa, domando seriamente, si distingue poi da ciò che democrazia non è? Diciamolo apertamente: siamo ormai avvezzi a chiamare democrazia l’autogoverno dei mercati e delle classi plutocratiche sans frontières.

Diego Fusaro

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