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Pruzzo striglia la Roma ▷ “Fatti due passi indietro. Koné? Un buon portatore d’acqua”

La Roma inciampa in casa contro il Torino, che passa 1-0 grazie a un gol di Giovanni Simeone al 59’. Per la squadra di Gasperini è il primo stop stagionale in campionato, arrivato dopo un avvio incoraggiante che aveva fatto intravedere segnali di crescita. All’Olimpico, invece, i giallorossi hanno mostrato limiti inattesi, incapaci di trovare sbocchi offensivi e spesso imbrigliati dalla solidità difensiva granata.

Pruzzo non fa sconti: “Due o tre passi indietro”

Ai microfoni di Radio Radio Mattino Sport e News, Roberto Pruzzo ha parlato senza mezzi termini di una Roma “sorprendentemente rinunciataria”. Per il bomber, non si è trattato solo di scelte iniziali sbagliate, ma di un atteggiamento generale insufficiente: “a quel ritmo lì qualsiasi squadra può difendere, e il Toro non ha avuto difficoltà a contenere”. L’ex attaccante ha messo in evidenza soprattutto la mancanza di spinta sulle fasce, mai capaci di creare superiorità o di mettere in crisi i diretti avversari.

Il giudizio su Koné: il “portatore d’acqua” che non basta

Il commento più diretto è arrivato su Manu Koné, al centro della critica di Pruzzo: “È un buon portatore d’acqua, si diceva così una volta. Ma poi l’acqua da qualche parte la devi portare e consegnare”. Una metafora per sottolineare l’insufficienza del centrocampista francese, bravo nel recupero ma poco incisivo nella costruzione. Secondo Pruzzo, senza compagni vicini pronti a dare qualità al gioco, il contributo di Koné rischia di rimanere sterile.

Un campanello d’allarme prima del derby

Il quadro tracciato dall’ex bomber è severo: anche i subentrati, chiamati a dare energia, hanno “fatto quasi peggio di quelli che erano in campo dall’inizio”. Più che il risultato, a preoccupare è la sensazione di un improvviso passo indietro sul piano dell’identità e della convinzione. Con il derby contro la Lazio ormai alle porte, Gasperini dovrà ricompattare il gruppo e restituire alla Roma quell’intensità che aveva convinto nelle prime uscite. Perché una sconfitta può pesare sul morale, ma un atteggiamento svuotato rischia di diventare un vero e proprio segnale d’allarme.

Francesco Di Giovambattista

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