È un’aria tesa quella che si respira intorno alla Lazio nelle ultime settimane: tra arbitri, episodi controversi, mercato in stallo e richieste di maggiore compattezza da parte della società, i riflettori sono puntati su più fronti. Lo scontro, ieri in diretta tra Luigi Salomone e Alessandro Vocalelli a Radio Radio Lo Sport ha offerto un quadro acceso ma utile a fotografare le tensioni.
Alessandro Fusco ha riconosciuto la lucidità delle parole di Sarri nel post Sassuolo-Lazio sulle mancanze arbitrali, ma ha voluto spostare l’attenzione sulla squadra. “I giocatori della Lazio non possono andare in bambola dal punto di vista del nervosismo… Le squadre forti sanno interpretare l’arbitro e portarlo dalla loro parte”. Per Fusco non bastano le polemiche arbitrali: “Bisogna togliere alibi ai giocatori anziché aggiungerne. Devono controllare i nervi e pensare a essere più efficaci nelle giocate”.
Più indulgente la lettura di Luigi Salomone, che ha sottolineato come gli episodi influenzino pesantemente il rendimento. “Non è facile, perché quando vedi che l’acqua va sempre da una parte alla fine ti viene. La Lazio in questo momento è in difficoltà e certi episodi ti fanno girare le partite”. L’esempio è quello dell’ultima espulsione mancata: “Per me quello era un cartellino arancione. Se l’arbitro di campo decide rosso, non puoi dal VAR trasformarlo in giallo”.
Alessandro Vocalelli ha invece spostato l’attenzione sul club, denunciando una gestione troppo silenziosa. “Se davvero ci sono stati 22 episodi contrari alla Lazio, allora è quasi una persecuzione studiata a tavolino. Ma mi chiedo: perché è stato mandato via l’allenatore che, con tutti questi torti, ti ha portato a un passo dalla Champions? E soprattutto, dove sta la società?”. Nel mirino anche il mercato fermo, le promesse non mantenute e l’assenza di una difesa pubblica dei giocatori: “È un’assenza che pesa come un macigno”.
Il confronto in radio si è presto trasformato in un botta e risposta acceso, con Salomone che ha accusato Vocalelli di “stravolgere i concetti” e di mettergli “parole in bocca”. Un battibecco che fotografa bene la frattura attuale: tra chi guarda ai torti arbitrali e chi chiama in causa le responsabilità interne. Intanto, la Lazio resta a quota 3 punti in classifica dopo tre giornate, con un ambiente agitato e la necessità urgente di invertire la rotta.
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