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Sport

Gattuso medium, s’è rivista l’anima

Il CT estone Jürgen Henn sembra uno studente universitario, forse neppure fuori corso, a dispetto dei trentotto anni, quando abbraccia Gattuso, che il tempo per sentirsi emozionato alla fine lo ha trovato, fino al confine del fischio d’inizio.

L’avversario degli Azzurri è davvero poca cosa: questo il primo elemento di giudizio, prima di produrci in una serie di apprezzamenti per la produzione offensiva dell’Italia, per quanto riguarda le occasioni, che nel corso del primo tempo mai si tramutano in realizzazioni, per qualche centimetro di troppo e per merito del portiere Hein, che milita nel Werder Brema.

Bene gli esterni, a cominciare da Politano a destra, bene lo scorrimento di palla che consente all’Italia di avvolgere un avversario spesso salvato dal batti e ribatti; la sinergia Kean – Retegui rivela che i due si cercano con sufficiente tasso di collaborazione, pur se l’esperimento necessita di banchi di prova più probanti, per farci dire che, eventualmente, sarà riuscito.

Ricomincia insistendo, la nostra Nazionale, pur affidandosi a un palleggio più ragionato, però a ridosso dell’ora di gioco il rischio che subentri il nervosismo è tangibile.
Il nodo lo scioglie un assist di tacco di Retegui che deposita sulla fronte di Kean, in decollo indisturbato, il sospirato uno a zero. Provvidenziale anche perché, nel frattempo, gli israeliani spadroneggiano incontrastati, in Moldova.

Arriva Jack Raspadori e si prende la partita: assist per Retegui che firma il raddoppio sul primo palo, salutato dallo stadio che è stato casa sua fino a qualche mese fa, poi gol di testa in tuffo su imbeccata di Politano.

Nel finale c’è tempo per qualche malinteso in fase difensiva, che con avversari differenti sarebbe costato caro, e per la ricerca di qualche numero a effetto per arrotondare il risultato, come la volée di Orsolini.
Quando esce Kean, avvolto da un unanime tributo, si tinge d’azzurro la serata di Pio Esposito. Prospettive.

Grazie all’Estonia per aver partecipato, pensiamo quando Retegui mette la seconda firma, di testa, sul risultato che acquisisce la giusta e rotonda proporzione, definitivamente stabilita dal cinque a zero firmato Bastoni, di testa.

Esordio convincente; a Debrecen sarà più dura, lunedì sera, però abbiamo rivisto un’anima, nel gruppo azzurro.

Paolo Marcacci

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