Il dado è tratto, per usare una formula storica ampiamente nota. Il presidente della federazione russa, Vladimir Putin, e il presidente della civiltà talassocratica del dollaro, Donald Trump, si incontreranno in Alaska il 15 agosto.
Si tratta di un vertice di non trascurabile rilievo, soprattutto in relazione alla questione ucraina, voglio dire al conflitto che ormai da più di due anni procede indefessamente e che ci sta portando verso uno scenario forse di sconfitta per l’Ucraina. Speriamo vivamente che dall’incontro possano scaturire negoziati e vie effettive di risoluzione di questo conflitto che ormai, cominciato nel 2022, dura davvero da troppo tempo, provocando morte e distruzione. Soprattutto è da sperare, a nostro giudizio, che Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, trovi una certa stabilità, dato che finora ha compiuto continui mutamenti di traiettoria se non vere e proprie strambate, per dirla in termini nautici. Strambate che l’hanno condotto a cambiare radicalmente idea e a confutare ciò che sosteneva fino al giorno prima.
Donald Trump si era rivelato inizialmente piuttosto benigno rispetto alla Russia di Putin, salvo poi, nelle ultime settimane, cambiare radicalmente posizione e dirsi spazientito per l’atteggiamento di Putin e anzi pronto a ostacolarlo in ogni modo. Speriamo vivamente dunque che questo vertice in Alaska possa mutare le carte in tavola.
Intanto non passi inosservato l’ennesimo fallimento dello sciagurato governo della destra bluette neoliberale, filo israeliana e filo atlantista di Giorgia Meloni, la quale aveva provato a fare in modo che l’incontro tra i due presidenti si svolgesse a Roma, ma la Russia ha rifiutato categoricamente questa possibilità, dacché ormai non si fida più dell’Italia per via della sua penosa subalternità all’imperialismo a stelle strisce. L’ambasciatore russo lo ha detto senza ambagi, la Russia non può più fidarsi dell’Italia. E in effetti è proprio così, dato che l’Italia, come ricorderete, sembrava ben disposta verso la Russia.
La stessa Giorgia Meloni si era detta in più occasioni favorevole alla Russia prima di diventare naturalmente presidente del Consiglio, e di cambiare radicalmente posizione, divenendo a tutti gli effetti una sostenitrice in toto dell’imperialismo statunitense e del nuovo ordine mondiale a stelle e strisce. Sia quel che sia, speriamo vivamente, e questo è il tema fondamentale, che l’incontro tra Trump e Putin possa porre fine alla sciagurata guerra d’Ucraina.
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