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“Bufera Nitag? Non esiste la scienza, ma la Scienza&Medicina SpA” ▷ Intervista a Paragone

“Nitag? Non esiste la scienza, ma la Scienza&Medicina SpA“. Per Gianluigi Paragone, la questione è tutta qua.
La vicenda che ha investito il NITAG (National Immunization Technical Advisory Group) negli ultimi giorni rappresenta uno dei maggiori punti di frattura recenti sul tema delle politiche vaccinali in Italia. E lo conferma la rapidità con cui il gruppo tecnico è stato prima istituito, poi travolto dalle polemiche e infine revocato per decreto del Ministro della Salute.

La cronologia degli eventi


• 6 agosto 2025: Il Ministro della Salute Orazio Schillaci nomina il nuovo NITAG, l’organismo tecnico che dovrebbe guidare la pianificazione vaccinale nazionale.
• Immediata reazione: L’inclusione tra i membri di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite – professionisti noti per posizioni scettiche sulle vaccinazioni pediatriche e anti-Covid – scatena la protesta di società scientifiche, ordini medici e figure politiche. La scelta viene bollata come pericolosa e antiscientifica dalla maggior parte degli enti accademici e comunità mediche.
• Dimissioni e appelli: La responsabile della Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, si dimette in segno di protesta, seguita da una petizione che raccoglie migliaia di firme. La Società Italiana di Igiene dichiara “profonda contrarietà e sconcerto”, mentre fra le critiche si moltiplicano le richieste di ritiro delle nomine.
• 16 agosto 2025: Dieci giorni dopo la nomina, nel pieno della bufera mediatica e politica, il Ministro annulla tutto. Il decreto di revoca azzera il NITAG, e si annuncia una nuova procedura che coinvolga “tutte le categorie e gli stakeholder”.

Il punto di rottura è stato l’inclusione di quei membri ritenuti “no-vax” o comunque portatori di una visione critica verso le strategie vaccinali stataliste. Da molti ambienti accademici, la presenza di queste personalità all’interno dell’organismo di consulenza scientifica è stata giudicata un rischio per la credibilità dell’intero sistema di prevenzione, in un momento in cui l’Italia affronta ancora le conseguenze della polarizzazione seguita alla pandemia.
La domanda resta: si può davvero parlare di scienza quando si zittisce ogni dissenso, anche quello argomentato da medici competenti?

Se il NITAG deve essere un organo tecnico, basato sulle evidenze, occorre però che il dibattito non venga strozzato dall’impossibilità di esprimere voci critiche. La medicina non è dogma, bensì confronto. Le scelte vaccinali impattano milioni di cittadini, e meritano una rappresentanza reale di tutte le posizioni, soprattutto quando argomentate da professionisti con lunga esperienza.
La breve parabola del “NITAG ferragostano”, chiusa in appena dieci giorni, ha dimostrato quanto sia distante in Italia una vera cultura del pluralismo scientifico: “Avevo scritto delle parole di elogio a Schillaci, poi mi sono reso conto che ho sbagliato”, commenta il giornalista Gianluigi Paragone, “pensavo avesse capito che era il momento in cui finalmente si può ragionare. Ma prima o poi l’Europa dovrà far vedere le carte chieste dal New York Times”.

Nel video l’intervento a Un Giorno Speciale.

Alessio De Paolis

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