Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano e figura di riferimento della destra neoliberale, atlantista e filo-israeliana, ha recentemente accolto a Roma, con grande enfasi mediatica, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Una scelta che non sorprende, considerando che fin dall’inizio del conflitto il governo italiano si è schierato apertamente a favore di Kiev e, per estensione, delle strategie geopolitiche di Washington.
Secondo una visione critica, l’Ucraina verrebbe utilizzata come strumento di pressione militare e politica contro la Russia di Vladimir Putin, la quale, agli occhi degli Stati Uniti, paga il prezzo della propria autonomia strategica e del rifiuto di sottomettersi all’egemonia occidentale.
Restano impresse nella memoria le immagini degli abbracci e degli scambi amichevoli tra Meloni e Zelensky, anche sui social network. In questo contesto, la recente promessa italiana di destinare 10 miliardi di euro alla ricostruzione dell’Ucraina solleva interrogativi, specie se si considera che molti territori italiani, come i borghi delle Marche colpiti dal terremoto di alcuni anni fa, attendono ancora interventi concreti di ricostruzione.
Risulta quindi evidente una contraddizione tra le dichiarazioni sovraniste e patriottiche del governo e la sua attuale linea politica, percepita da alcuni come subordinata agli interessi geopolitici di Washington e Bruxelles.
Questa continuità con i precedenti governi (spesso criticati come espressioni della cosiddetta “sinistra neoliberale”) alimenta l’idea che la destra e la sinistra, nell’attuale fase del capitalismo globale, non rappresentino più una reale alternativa, ma piuttosto due volti di uno stesso sistema. Una tesi sostenuta anche nel libro Demofobia, dove si parla di “alternanza senza alternativa”: la destra e la sinistra come le due ali di un unico progetto neoliberale, distinguibili per tonalità ideologiche ma ugualmente funzionali al mantenimento dello status quo.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro
A luglio 2026 l'inflazione italiana è salita al 2,9% su base annua, cioè siamo sotto…
La Roma non rallenta: allo Stadio Olimpico Grande Torino, la squadra di Gian Piero Gasperini…
Malen di "tigna", da terra, servito dal solito Dybala e poi Pisilli nel finale: la…
In un lungo saggio intitolato "We Must Pace the Frontier", Dario Amodei, amministratore delegato di…
C'è una differenza semantica, in apparenza sottile, che Nicola Amoruso ha voluto marcare con nettezza…
SASSUOLO-JUVENTUS - Ci sono giocatori che sembrano avere un appuntamento con il destino: per Vasilije…