Attualità

“Ancora assurdità sull’allarme caldo? Ecco perché il vero scopo va oltre il green” | Boni Castellane

Il cambiamento climatico si risolve col green. Lo sanno tutti: nel mondo politico è un episteme, un sapere scientifico considerato assolutamente certo. Ma se tutti sono d’accordo che il mondo si salverà solo con le leggi verdi, perché dai media il tema centrale rimane sempre e comunque “l’allarme caldo”? Perché la fase successiva non ha mai inizio? Quella, ad esempio, in cui iniziano seri incentivi per le macchine elettriche, così da: dare la possibilità alla gente, anche le persone meno fortunate economicamente, di procurarsi una nuova autovettura; fare contente le case automobilistiche (in drastico calo proprio per il green troppo costoso); infine, salvare il mondo (cioè quella che dovrebbe essere la priorità dichiarata dall’alto dei parlamenti). Alcuni dicono che il fine sia quello di “eliminare il negazionismo” (altri propongono anche delle leggi a riguardo). Decisamente retorico e poco pratico se lo scopo è davvero quello di salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, e non di instaurare una religione alla quale devono tutti convertirsi dichiarando la fine del proprio “negazionismo” (dinamica simile a quella dei vaccini).

Un approccio poco sostenibile

Se parliamo di “allarme caldo” e di “cambiamenti climatici”, possiamo osservare come dal “dizionario green” sia scomparsa una parola un tempo fondamentale: sostenibilità. I primi fautori dell’ambientalismo sanno infatti che all’apice del discorso verde la sostenibilità è necessaria, soprattutto per “convincere” le persone a cambiare le loro abitudini quotidiane. Il Triple Bottom Line di John Elkington la prevedeva esattamente nella chiave capitalistica “sostenibile” di cui sopra, spiegando come le “3 P” avrebbero convinto tutti a svoltare verso il green: “People, Profit, Planet”. A oggi sembra che “People” e “Profit” siano crollati, lasciando spazio per un’altra P: Panico. Se lo scopo fosse quello di salvare il pianeta, consiglieremmo a chi se ne occupa di evitare l’emotività come strumento, al posto del raziocinio, dato che – in maniera palese – non convince, e anzi alimenta opposizioni. Evidentemente, del pianeta non è mai fregato niente a nessuno, e, in verità, lo scopo potrebbe essere completamente diverso.

Ce lo spiega Bonifacio Castellane in diretta.

David De Paolis

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