Vaticano

“Nel 2021 Bergoglio falsificò documenti per bloccare la riforma di Ratzinger” | Con Andrea Cionci

L’autore de “Il Codice Ratzinger” svela un retroscena controverso su un motu proprio di Papa Francesco che limitò la messa in latino.

Nel 2007, Papa Benedetto XVI aveva sorpreso il mondo cattolico con il motu proprio Summorum Pontificum, che autorizzava tutti i sacerdoti a celebrare la Messa secondo il Messale del 1962, la cosiddetta “forma straordinaria”, usata prima del Concilio Vaticano II. Con questa decisione, la Messa tradizionale in latino – ancora amata da molti fedeli per la sua sacralità – non era più relegata a pochi gruppi autorizzati, ma tornava ad essere pienamente legittima. Questa apertura, però, venne bruscamente frenata nel 2021 da Papa Francesco, che pubblicò un nuovo motu proprio dal titolo “Traditionis Custodes“.

La svolta di Bergoglio

Il documento imponeva forti restrizioni: i preti dovevano chiedere il permesso al vescovo per celebrare il rito precedente e non potevano più farlo nelle chiese parrocchiali. Inoltre, i nuovi sacerdoti avrebbero avuto bisogno di un’autorizzazione speciale della Santa Sede. Bergoglio giustificò la sua scelta dichiarando che la maggioranza dei vescovi, consultati tramite un questionario, aveva espresso forti riserve verso la diffusione della Messa tradizionale, ritenendola fonte di divisioni ecclesiali.

A distanza di anni però emergono forti dubbi sull’attendibilità di quel sondaggio. A rilanciare il caso è stato Andrea Cionci, giornalista e autore de “Il Codice Ratzinger”.

Il commento di Cionci

“Questa messa in rito antico dai tempi del Concilio era stata più o meno bloccata, bisognava fare delle richieste al vescovo. Nel 2007, Benedetto XVI con il motu proprio liberalizza questa messa. Nel 2021, Bergoglio emana un altro motu proprio intitolato ironicamente Traditionis Custodes, con cui rimette sotto vetro questa messa in rito antico, praticamente la blocca. All’epoca lui sostenne che aveva inviato un questionario ai Vescovi e questi avevano espresso dei pareri negativi. Ai primi di luglio una giornalista americana che si chiama Diane Montagna ha avuto accesso a dei documenti con numero di protocollo vaticano, ha rivelato che invece la maggioranza dei vescovi non chiedeva affatto restrizioni al rito antico, ma anzi ne era entusiasta”.

“Quindi emerge che il buon Bergoglio ha falsificato i risultati di questo questionario inviato ai Vescovi, e ha fatto credere che i Vescovi fossero contrari. Ora io domando: secondo voi un vero Papa, un legittimo Papa assistito dallo Spirito Santo, può falsificare un questionario inviato ai Vescovi per colpire e silurare la Messa Antica che si celebra fin dai tempi degli Apostoli?”

Francesco Vergovich

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