È ufficialmente entrato in commercio il farmaco Kostaive, un vaccino RNA di nuova generazione presentato come “rivoluzionario” nella lotta al Covid-19. Ma accanto agli entusiasmi, crescono anche le voci critiche: scienziati, medici e legali sollevano interrogativi sulla sicurezza, trasparenza e utilità reale del prodotto. Tra queste, quella di Giuseppe Barbaro, specialista in cardiologia e membro della Commissione Medico Scientifica Indipendente, che ne contesta duramente l’autorizzazione.
Secondo Barbaro, Kostaive si basa su una tecnologia che definisce “irrazionale da un punto di vista farmacologico”. Il vaccino utilizza RNA autoreplicante (saRNA), capace di produrre antigene all’interno dell’organismo per un tempo indefinito. Questo, afferma, rischia di generare “uno stress cronico del sistema immunitario”, rendendo l’organismo meno reattivo alle varianti e potenzialmente più vulnerabile ad altre patologie. “È una tecnologia che servirebbe solo a generare malattia”, afferma Barbaro, sottolineando che la continua stimolazione antigenica può aprire la strada a disturbi autoimmuni, infiammazioni sistemiche e persino neoplasie.
Uno degli aspetti più controversi toccati da Barbaro riguarda i cosiddetti esosomi: vescicole cellulari che, secondo il medico, potrebbero “trasportare RNA autoreplicante in eccesso nei tessuti” e fuoriuscire dall’organismo tramite saliva, sudore o respiro. “In linea teorica”, osserva, “esiste un rischio di trasmissione anche per via aerea, ma va considerata l’elevata sensibilità di queste particelle a temperatura e umidità”. Pur ammettendo che si tratti di ipotesi ancora da verificare, Barbaro ritiene che la mancanza di test adeguati renda l’autorizzazione prematura e potenzialmente pericolosa.
Preoccupano anche le modalità con cui Kostaive è stato approvato. Lo studio principale, condotto in Vietnam, è stato sponsorizzato dallo stesso produttore del farmaco, e ha registrato due gravi eventi avversi.
Un altro studio in Uganda, incentrato sulla sicurezza, ha mostrato effetti sistemici nell’85% dei partecipanti e reazioni gravi da laboratorio nel 93%. “Parliamo di linfopenia, trombocitopenia, riduzione delle difese immunitarie”, afferma il medico, “con rischi non solo infettivi ma anche oncologici”.
La questione Kostaive non si ferma al piano scientifico. È già stato presentato un ricorso formale alla Commissione Europea dall’avvocato Renate Holzeisen, volto a chiedere l’annullamento dell’autorizzazione. Anche Barbaro sottolinea il problema etico e regolatorio: “Questa approvazione viola il codice deontologico, in particolare l’articolo 45 sui farmaci genetici”.
E conclude con cautela: “Non voglio fare allarmismo, ma non si sarebbe dovuto metterlo in commercio. Serve più documentazione, serve un consenso informato reale, serve rispetto per il principio di precauzione”.
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