Politica

Gaza rasa al suolo, Netanyahu e la fine dell’alibi democratico

E adesso sembra che, sia pure tardivamente, in molti stiano finalmente aprendo gli occhi su ciò che tragicamente sta accadendo a Gaza ormai da troppo tempo. Gli stessi che finora avevano difeso a oltranza le politiche imperialistiche, genocidarie e sanguinarie di Netanyahu. Gli stessi che, anzi, avevano celebrato Netanyahu come amico dell’Occidente, come un responsabile democratico in un’area abitata da terroristi e nemici della democrazia.

La fine delle illusioni su Netanyahu

Molti avevano salutato Netanyahu come il vero leader dell’Occidente, capace di frenare il terrorismo. Ebbene, costoro (meglio tardi che mai) si sono in parte ravveduti e adesso stanno cominciando, come dicevo, ad aprire gli occhi su quanto sta realmente accadendo a Gaza. Perfino Crosetto, perfino Tajani hanno iniziato a dire che la misura è colma e che ogni confine è stato decisamente oltrepassato.

Non dimentichiamo che sia Tajani sia Crosetto avevano precedentemente mantenuto un atteggiamento di grande apertura verso Israele. Solo pochi giorni fa, peraltro, Giorgia Meloni ha dichiarato senza tema di smentita che “l’Italia è amica di Israele”. Ma può davvero l’Italia definirsi amica di Israele se oggi Israele è guidata da Netanyahu, un criminale di guerra che si sta macchiando di un genocidio ai danni della popolazione di Gaza? La storia procede lentamente, ma alla fine lascia affiorare in superficie verità inconfutabili, come quella di cui stiamo trattando. A Gaza è in atto un vero e proprio genocidio, pianificato scientificamente da Netanyahu con lo scopo preciso di eliminare la popolazione palestinese.

Un diritto di difesa o una giustificazione al genocidio?

Forse, mi permetto sommessamente di osservare, sarebbe stato opportuno accorgersene già da tempo, dato che non è certo oggi che Netanyahu ha iniziato a compiere questi crimini ineffabili. D’altro canto, Israele continua a ripetere, con Netanyahu alla guida, che sta esercitando il proprio diritto di difesa. Ma è uno strano diritto di difesa, quello che consente a Israele di conquistare altri territori, di massacrare popolazioni inermi e di imporre una forma di espansionismo imperialistico. Israele dice sempre che la sua è una lotta contro il terrorismo; tuttavia, questa lotta, fin dall’inizio, è apparsa indistinguibile dal terrorismo stesso.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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