«Una pillola per il mal di testa, una per dormire, una per digerire, una per il colesterolo. E poi, perché no, un antibiotico “avanzato” dalla scorsa influenza, tanto male non fa». Sembra la sceneggiatura di una commedia italiana, ma è la fotografia amara delle nostre abitudini quotidiane. Oggi, la facilità e la leggerezza con cui si ricorre ai farmaci ha raggiunto livelli allarmanti, trasformando un potente alleato della salute in un potenziale nemico silenzioso.
Non è più solo la dose a fare il veleno, come ammoniva Paracelso, ma anche la frequenza, la superficialità e la mancanza di consapevolezza con cui assumiamo i farmaci. Sempre più spesso, la terapia nasce da una chiacchierata al bar o da un consiglio di un’amica, piuttosto che da una reale valutazione medica. Quante volte il farmacista si sente chiedere un farmaco “perché ha funzionato a mia cugina”? Questo approccio è tra le principali cause di abuso e uso improprio dei medicinali, con conseguenze che vanno ben oltre i semplici effetti collaterali.
Il fenomeno della politerapia, soprattutto tra gli anziani, è ormai una piaga: oltre sei milioni di italiani over 65 assumono più di dieci farmaci al giorno. Le interazioni tra principi attivi, spesso presi senza un reale coordinamento tra i diversi specialisti, moltiplicano il rischio di effetti avversi, inefficacia terapeutica e ospedalizzazioni. Non solo: l’automedicazione, specie con antibiotici, contribuisce alla diffusione dell’antibiotico-resistenza, una delle emergenze sanitarie più gravi del nostro tempo.
L’uso inappropriato, prolungato o a dosaggi eccessivi di alcuni farmaci può portare a disturbi muscoloscheletrici, danni neurologici e altre patologie iatrogene, spesso sottovalutate o misconosciute. La complessità delle terapie, la scarsa aderenza e la tendenza a sospendere i trattamenti quando i sintomi migliorano sono errori frequenti che compromettono la salute e vanificano i benefici delle cure.
Il farmaco non è mai una soluzione neutra e priva di rischi: ogni principio attivo agisce sull’organismo con potenziali effetti collaterali, soprattutto se assunto senza controllo medico. La responsabilità non è solo del singolo, ma anche di una società che ha smarrito il senso critico e la cultura della prevenzione, preferendo la scorciatoia della “pillola magica” alla fatica di uno stile di vita sano e di un confronto serio con il medico o il farmacista.
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