Vi è una recente dichiarazione, svolta in piazza da Elly Schlein, che mi pare davvero degna di essere commentata, sia pure telegraficamente. Così ha affermato la sacerdotessa della sinistrash fucsia, liberal progressista e ultraatlantista: «Serve una legge contro l’homo-bilesbo-transfobia», sic.
Sembra una frase estrapolata da una qualche trasmissione cabarettistica di seconda serata, e invece è purtroppo la dura realtà che, come non mi stanco di sottolineare, ha già da tempo superato ogni fantasia distopica in stile orwelliano. La vestale del neoliberismo arcobaleno lo ha detto sul serio. Ancora una volta, i temi storici della sinistra rossa, come il lavoro e l’opposizione all’imperialismo, vengono completamente archiviati, come se non fossero mai esistiti.
Le priorità odierne sono altre, segnatamente la lotta contro l’omobilesbotransfobia. È ovvio che le discriminazioni di ogni tipo siano deplorevoli e da combattere. Ma siamo sicuri che sia corretto farne una priorità politica assoluta, quando questa discriminazione riguarda forse lo 0,5% della popolazione, mentre si ignora del tutto la vera discriminazione, quella di classe, capitalistica, economica, che interessa invece la maggioranza dei cittadini?
Sorge anzi il sospetto che l’enfasi posta su una questione minoritissima e culturalmente molto visibile, ma del tutto sganciata dal conflitto di classe, sia solo l’ennesimo diversivo. Una maniera per defocalizzare lo sguardo dal cuore della questione sociale, verso cui la sinistrash liberal-progressista mostra la stessa insensibilità della destrash.
Ancora una volta, lo diciamo apertamente: la sinistra ha rinnegato il proprio passato. Oppure, come nella pellicola Palombella Rossa di Nanni Moretti, lo ha semplicemente dimenticato.
Con un’opposizione di questo tipo — che sarebbe più corretto definire “oppofinzione” — persino un governo ultraliberista e ultratlantista come quello di Giorgia Meloni sembra destinato a durare 150 anni.
La sinistra arcobaleno guidata da Elly Schlein condivide infatti lo stesso programma liberista e atlantista della destra, aggiungendovi però le tematiche arcobaleno e del “woke”, che la rendono, se possibile, ancora più organica al capitale di quanto non lo sia la destra stessa.
Come scriveva Shakespeare nei suoi sonetti: «Più delle erbacce, puzzano i gigli marciti».
Viviamo oggi in quello che ho definito più volte il tempo dell’alternanza senza alternativa, ovvero nel tempo del partito unico del capitale, fintamente articolato tra destra e sinistra.
In questo sistema, destra e sinistra rappresentano la stessa cosa, due maschere intercambiabili di un ordine economico e ideologico unico, impermeabile a ogni reale alternativa sociale e politica.
RADIOATTIVITA’ – LAMPI DEL PENSIERO QUOTIDIANO CON DIEGO FUSARO
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