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Per la serie esordi da incubo: la prima uscita di Merz è già un gran buco nell’acqua

Il debutto di Merz e il sogno tedesco del riarmo

Il debutto di Friedrich Merz, nuovo cancelliere teutonico, è stato decisamente interessante ed emblematico. «Costruiremo l’esercito più forte d’Europa», ha asserito con tono fiero. Una frase che, in realtà, chiede di essere letta nel modo seguente: costruiremo l’esercito più forte d’Europa con i soldi degli altri paesi dell’Unione Europea. Perché di questo, in effetti, si tratta. Il folle piano manicomiale e demenziale del riarmo europeo, proposto da Ursula von der Leyen, vestale dei mercati apatridi e sacerdotessa del verbo unico liberal-progressista, diventa da subito una ghiottissima occasione per la Germania, e ciò con un duplice obiettivo strategico che merita di essere, seppur celermente, evidenziato.

Industria in crisi e sogni proibiti

In primo luogo, l’obiettivo è quello di rilanciare il comparto produttivo tedesco, attualmente in crisi profonda, soprattutto nel settore automobilistico. In secondo luogo, l’ambizione tedesca coincide con l’attuazione di un vecchio sogno proibito: quello del riarmo totale. Come è noto, alla Germania era stato proibito ogni tipo di riarmo fin dal 1945, per le ben note ragioni storiche, sulle quali sarebbe superfluo insistere. Oggi, quel divieto viene aggirato proprio attraverso l’architettura del riarmo europeo, presentata come una necessità collettiva.

Il pretesto dell’antirussismo

Ed ecco che il paese di Merz sfrutta l’attuale ondata di propaganda antirussa, mai così intensa come oggi, per giustificare il proprio riarmo integrale. «Dobbiamo difenderci da una Russia aggressiva e nemica», si dice, e dunque è necessario, come si suol dire, correre alle armi. Questa è, in sintesi, la narrazione fumettistica ma egemonica oggi in Europa: quasi come se la Russia fosse sul punto di aggredire il continente, e non fosse invece l’Europa stessa a provocare Mosca per innescare un conflitto.

L’illusione europea e l’“uccidente”

E pensare che i zelanti pedagoghi dell’Unione Europea ci avevano garantito, con grande solerzia, che l’Unione ci avrebbe protetti dalle guerre. Era solo una delle tante menzogne fondative di quella tecnocrazia repressiva chiamata pomposamente Unione Europea, che oggi somiglia sempre più a un treno in corsa verso l’abisso. Credo davvero che le recenti dichiarazioni del cancelliere Merz debbano essere lette in questa chiave. Non mi stanco di ripeterlo: quello che chiamiamo Occidente, e che già nel nome porta l’“occasum”, ovvero il tramonto, andrebbe forse definito “Uccidente” – nel senso che uccide le altre civiltà, ma anche sé stesso, lentamente e inesorabilmente.

RADIOATTIVITA’ – LAMPI DEL PENSIERO QUOTIDIANO CON DIEGO FUSARO

Diego Fusaro

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