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Sfatiamo i falsi miti sull’AI con la scienziata ▷ “Gates e Musk? Vi spiego perché si sbagliano”

Nel mondo dell’intelligenza artificiale, il machine learning rappresenta una delle svolte più significative: la capacità delle macchine di imparare dai dati invece che seguire rigidi comandi prestabiliti.

Il cuore del machine learning: insegnare alle macchine con l’esempio

Francesca Rossi, scienziata di riferimento a livello internazionale nel campo dell’AI, lo spiega così: “Non è sempre possibile dire a un computer tutti i passaggi per risolvere un problema. Con il machine learning gli diamo esempi e lasciamo che impari da solo”. Tecnologie di questo tipo sono già parte integrante della nostra vita quotidiana, dai comandi vocali sullo smartphone alla lettura delle targhe in autostrada, fino a sofisticati strumenti di dialogo come ChatGPT.

L’AI generativa e il futuro della creatività

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non si limita al calcolo o all’automazione: si estende sempre più verso la creazione di contenuti. “Ci aiuterà a generare testi, immagini, video. Sarà una compagna nella creatività”, afferma Rossi. Questo processo pone però nuove sfide: la delega di attività all’AI potrà avvenire solo all’interno di cornici etiche ben definite, in cui trasparenza, responsabilità e allineamento ai valori umani siano centrali. La velocità del progresso impone una riflessione attenta: non si tratta solo di cosa può fare l’AI, ma di cosa deve fare e a quali condizioni.

Lavoro e competenze: la trasformazione è già in atto

Contrariamente ai timori apocalittici, secondo cui l’AI spazzerà via milioni di posti di lavoro, Rossi sottolinea un punto cruciale: “L’intelligenza artificiale non sostituisce, ma trasforma. Abbiamo l’opportunità di usarla per semplificare e velocizzare il nostro lavoro”. Il vero snodo sarà la formazione: tutti, indipendentemente dalla professione, dovranno acquisire un minimo di alfabetizzazione sull’AI per utilizzarla in modo efficace e responsabile. Capire le sue potenzialità, ma anche i suoi limiti, diventerà una competenza di base tanto quanto lo è oggi usare un computer.

Una tecnologia aperta, ma con responsabilità condivise

Affinché l’AI sia davvero al servizio di tutti, è fondamentale che rimanga aperta e accessibile. “Open source significa che tutti possono contribuire, capire, migliorare. È un modo per costruire un’intelligenza artificiale più adatta alle esigenze di ciascuno”, sottolinea Rossi. Tuttavia, l’apertura tecnica deve andare di pari passo con una solida governance. Non si può delegare alla macchina la responsabilità ultima delle decisioni, soprattutto in contesti ad alto rischio. “Le decisioni critiche devono restare in mano all’umano, con l’AI che supporta, ma non sostituisce”, conclude. In un’epoca dominata dai dati, il vero potere rimane – e deve rimanere – umano.

Francesco Vergovich

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