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Max Allegri è il nuovo allenatore del Milan

Clamoroso sulla panchina del Milan, alla fine è successo: dopo ben 11 anni dall’ultima volta, Massimiliano Allegri torna a sedersi sulla panchina rossonera come nuovo allenatore.

Come riportato, infatti, dal direttore Ilario Di Giovambattista e da Enrico Camelio, il tecnico ex Juventus è più vicino che mai al ritorno al Mialn: club con cui ha vinto il suo primo scudetto da allenatore nel 2011.

L’approdo di Allegri a Milanello rappresenta un colpo a effetto per il club, che ha deciso di affidarsi a un tecnico esperto e conoscitore dell’ambiente per dare il via a una nuova fase, dopo la parentesi sfortunata di Sergio Conceição.

Con questa mossa, il Milan chiude definitivamente la porta anche ad altri nomi valutati nelle ultime ore, su tutti Vincenzo Italiano, che era il piano B qualora la trattativa con Allegri non fosse andata a buon fine.

Allegri, la scelta della solidità

Per tornare competitivo in Italia e credibile in Europa, il Milan ha scelto la via dell’affidabilità. E Allegri, nonostante venga spesso bollato come tecnico “difensivista”, è considerato una garanzia di equilibrio e risultati.

Fino a poche ore fa, Allegri era accostato anche al Napoli, ma solo in caso di rottura definitiva tra De Laurentiis e Antonio Conte. Una pista mai decollata davvero: Allegri era solo un’alternativa, mentre il progetto azzurro è sempre stato orientato su Conte, che ora – alla luce degli sviluppi – sembrerebbe destinato a mantenere il timone della squadra partenopea.

In casa rossonera, invece, la preferenza per Allegri era condivisa dalla tifoseria – come mostrano numerosi sondaggi online – e soprattutto dalla dirigenza. L’AD Furlani conosce bene il suo passato rossonero, mentre il neo DS Igli Tare lo ha sempre considerato un nome di prima fascia, anche sopra Vincenzo Italiano, apprezzato ma ritenuto meno pronto per una piazza come Milano.

Milan, trattativa veloce e determinata

Negli ultimi giorni, il Milan ha accelerato in modo deciso. I colloqui con Allegri sono stati continui e positivi, fino alla svolta. Entrambe le parti avevano interesse a chiudere: il Milan ha bisogno di un tecnico solido, Allegri voleva tornare a essere protagonista in un club importante, e Milano, dove vive e ha interessi personali, è la destinazione ideale.

L’accordo dovrebbe prevedere un contratto triennale, in linea con quello appena firmato da Tare, a conferma della volontà del club di costruire un ciclo stabile e duraturo. L’ingaggio si aggirerà attorno ai 5 milioni di euro netti all’anno, una cifra inferiore rispetto a quanto il Napoli avrebbe potuto offrire ad Allegri in extremis (si parlava di un biennale da 6 milioni), ma bilanciata da fattori ambientali e progettuali più favorevoli.

Allegri è tornato: e ora il Milan fa sul serio

Il ritorno di Allegri al Milan segna un momento cruciale per la società, che dopo l’abbandono dell’idea Conceição e l’incertezza degli ultimi giorni, ha fatto una scelta identitaria e pragmatica. L’obiettivo ora è chiaro: costruire un progetto competitivo a lungo termine, tornando ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Con Conte (apparentemente) confermato a Napoli e Allegri di nuovo in rossonero, la scacchiera degli allenatori comincia a definirsi. E il Milan, con questa mossa, manda un messaggio preciso: il tempo delle scommesse è finito, adesso si punta sull’usato sicuro.

Ilario Di Giovambattista

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