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Frammenti di Resistenza a 80 anni dalla Liberazione: la storia della stamperia clandestina di Conselice

Nel cuore della Romagna, a pochi chilometri da Ravenna, sorge il piccolo comune di Conselice, teatro durante la Resistenza di una delle pagine più sorprendenti e audaci della lotta partigiana contro il fascismo: la storia della stamperia clandestina più importante dell’Italia settentrionale.

Proprio lì, tra le campagne ravennati, dal 1943 al 1945, fu attiva una tipografia nascosta che riuscì a produrre, sotto il naso dei nazifascisti, migliaia di volantini, manifesti, giornali e opuscoli destinati a sostenere la propaganda antifascista e a tenere viva la voce della libertà.

L’epicentro di questa impresa eroica fu una cascina rurale di proprietà della famiglia Cattani, in località Masiera. Nella cantina di quella casa colonica, abilmente mimetizzata dietro un fienile, si nascondeva una macchina da stampa pianocilindrica, recuperata e trasportata pezzo dopo pezzo, di notte, da Bologna a Conselice dai militanti del Partito Comunista clandestino. A gestirla era una rete di uomini e donne coraggiosi, tra cui spicca la figura di Enrico “Chicchi” Cattani, che partecipava attivamente alla stampa, e quella di Dina Ercolani, una staffetta partigiana che rischiava la vita ogni giorno per distribuire i materiali stampati in tutta l’Emilia-Romagna.

La stamperia lavorava senza sosta, alimentata da generi di fortuna: la carta veniva riciclata, l’inchiostro preparato artigianalmente, e le matrici incise a mano. Tutto avveniva in condizioni estremamente precarie, sotto il costante rischio di perquisizioni e delazioni. Eppure, in quei fogli stampati al buio, tra il freddo e il terrore, si conservava la speranza di un Paese libero. I giornali clandestini come Il Lavoratore, La Scintilla e L’Unità raggiungevano le città occupate e le montagne partigiane, rompendo la censura e rafforzando l’organizzazione della Resistenza.

Dopo la Liberazione, la storia della stamperia di Conselice non fu dimenticata. Il paese ha saputo custodirne la memoria e oggi ospita, in quella stessa località, il Monumento alla stampa clandestina, inaugurato nel 1971 e riconosciuto a livello nazionale. Ogni 25 aprile, a Conselice non si celebra soltanto la fine dell’occupazione nazifascista, ma anche il coraggio silenzioso di chi, armato solo di carta e inchiostro, contribuì a scrivere una delle pagine più luminose della storia italiana.

Redazione

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