Nel cuore del dibattito pubblico italiano si fa largo un tema sempre più urgente: l’inadeguatezza di un certo giornalismo, l’interferenza ideologica nella magistratura e una politica spesso subalterna a dinamiche opache di questo genere. A sollevare la questione sono voci autorevoli che denunciano un sistema dove l’informazione mainstream ha perso credibilità, trasformandosi, in alcuni casi, in veicolo di propaganda. Le derive giudiziarie, l’omologazione narrativa e la marginalizzazione delle voci dissenzienti disegnano un panorama in cui il pluralismo sembra seriamente compromesso.
“Il problema è che ormai molti giornalisti fanno gli attivisti di partito” – sostiene Fabio Duranti ai microfoni di Un Giorno Speciale – “Il magistrato non può farlo, il giornalista non dovrebbe farlo. Eppure oggi si moltiplicano traduzioni manipolate, polemiche sul nulla e persino esclusioni elettorali di candidati scomodi. E guarda caso sono sempre di una parte diversa da quella dominante, sia economicamente che ideologicamente”
A rincarare la dose è Alberto Contri, docente ed esperto di comunicazione sociale: “Il livello medio del giornalismo è crollato. I giornali non sono più strumenti di informazione ma di diffusione controllata di messaggi. E questo perché gran parte del sistema mediatico è sostenuto da finanziamenti e relazioni riconducibili a un potere che conosciamo bene“.
Ascolta QUI l’intervento integrale di Fabio duranti e Alberto Contri | Un Giorno Speciale
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…