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Gp Suzuka ▷ Le pagelle di Paolo Marcacci

Max Verstappen 10 e lode
Il Giro perfetto, con la maiuscola, in qualifica; partenza altrettanto, per spunto e traiettorie; gara gestita giocando al gatto col topo con la bagarre altrui, senza i distacchi di un tempo, quindi ci vuole ancora più bravura.

Bagarre McLaren 9
Al muretto saranno stati in fibrillazione; per il pubblico è stato, forse, il maggior spunto di interesse in un gran premio al cloroformio, con aggiunta di tanta mestizia per gli spettatori italiani.

Andrea Kimi Antonelli 8
Ritmo, classe, gestione da veterano e rispetto delle direttive Mercedes. Si prende la scena ogni volta che ne ha l’occasione. Gli errori, pochi, che commette, li neutralizza con un passo gara fulgido. Giro veloce come ciliegina.

George Russell 7,5
Meno appariscente e celebrato rispetto al compagno di team: potrebbe rivelarsi un vantaggio, se continuerà a esibire questa solidità di prestazioni e questa attitudine al calcolo, in prospettiva. Lo diciamo nel giorno di un piazzamento non memorabile, nota bene.

Charles Leclerc 7
Premiato in qualifica rispetto a Hamilton per l’assetto, finisce quarto con le “hard”; molla ben presto l’inseguimento a Piastri, semplicemente inverosimile, tiene a bada Russell. Con queste difficoltà ferrariste, vale una mezza vittoria.

Lewis Hamilton 6
La Ferrari 44 è stata lenta con gomme medie nella seconda parte, con davanti Antonelli che aveva le dure e con le regolazioni dell’assetto che lo hanno penalizzato sin dalle qualifiche. Spetta a lui, proprio a lui, il lavoro di consulenza per lo sviluppo di una monoposto che, evidentemente, non è stata migliorata.

Carlos Sainz 6 –
Si perde un po’ nella bagarre, ma ritrova il passo per sfruttare una Williams che si gioverà in prospettiva della sua esperienza.

Ferrari 4
Chi vuol bene alla Rossa deve essere, in questo momento, spietato: i piloti lasciati alle loro interpretazioni e incolpevoli, Hamilton in primis, perché i pochi guizzi si devono al loro talento; difficoltà nelle scelte tattiche e ancor più nelle decisioni strategiche; una monoposto che nel finale dello scorso mondiale era diventata seconda forza e ora è la quarta, perché bisogna dirlo. Soprattutto, uno sviluppo che l’ha resa meno stabile, più lenta non a causa del motore ma della gestione dell’assetto e delle altezze da terra, con schema sospensivo stravolto e resa occasionale. Vasseur è sulla graticola, anche se non si può ancora dire.

Paolo Marcacci

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