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Perché dentro il Sars-Cov-2 c’è una sequenza uguale a quella di un brevetto “Moderna”? | Le risposte con il Prof. Frajese

I nucleotidi sono le unità fondamentali del materiale genetico di un virus, che può essere costituito da DNA o RNA. Ogni nucleotide è composto da tre elementi: una base azotata (adenina, citosina, guanina, timina o uracile), uno zucchero (ribosio o deossiribosio) e un gruppo fosfato.
Nel caso dei virus, i nucleotidi formano una catena che codifica l’informazione genetica necessaria per la replicazione e il controllo della cellula ospite. Ad esempio, nei coronavirus come SARS-CoV-2, il genoma è costituito da RNA a singolo filamento, formato da una sequenza di nucleotidi che permette al virus di replicarsi e infettare altre cellule.

Uno studio pubblicato su Frontiers in Virology spiegato in senato da Giovanni Frajese, endocrinologo e docente all’Università degli Studi del Foro Italico, ha evidenziato la somiglianza tra i 19 nucleotidi del SARS-CoV-2 e una sequenza brevettata da Moderna, che ha realizzato l’omonimo vaccino. Questo studio ha analizzato il sito di scissione della furina (FCS) nella proteina Spike del virus, trovando una corrispondenza al 100% con una sequenza brevettata nel 2016 da Moderna (SEQ ID11652) per la ricerca sul cancro.
Questo non vuol dire che la medesima sequenza non sia presente in altri coronavirus precedentemente registrati, ma il dato interessante è la possibilità stimata che ciò accadesse.

La probabilità che una sequenza di 19 nucleotidi identica emerga casualmente nel genoma del SARS-CoV-2, lungo circa 30.000 basi, è stata stimata in circa 1 su 321 miliardi (3,21 × 10⁻¹¹) secondo un’analisi biostatistica. “Sostanzialmente non è impossibile, ma siamo ai margini dell’impossibilità“, commenta Frajese.
Alcuni debunking online insinuano invece che tale possibilità rientri nel campo della pura coincidenza, sollevando dubbi su tale studio per confutare l’idea – verso cui converge anche la CIA – che il virus abbia avuto origine in laboratorio, “ma in aggiunta gli autori dello studio hanno fatto una ricerca per valutare se questa sequenza fosse presente all’interno di qualcos’altro di ciò che noi conosciamo al livello di banche dati genetiche. Non hanno trovato nulla“

Qui l’approfondimento VIDEO a ‘Un Giorno Speciale’ | 28 febbraio 2025

Un Giorno Speciale

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