Continua, senza apparente via d’uscita, la crisi tecnica e di risultati della Juventus di Thiago Motta, uscita con le ossa rotte anche al Franchi contro la Fiorentina, perdendo malamente 3-0. Si tratta della seconda sconfitta consecutiva dei bianconeri dopo la batosta dello Stadium contro l’Atalanta (la peggior sconfitta casalinga dal 1967), per uno score che con l’allenatore ex Bologna non esita a peggiorare inesorabilmente.
Oltre alle due sconfitte, è rilevante infatti il dato relativo ai gol subìti: ben 7 in due partite, accompagnate da un attacco invece bloccato e incapace di segnare nemmeno una rete. Ora, con l’obiettivo minimo del quarto posto ‘Champions‘ non più così sicuro, e considerando anche i fallimenti tanto in Coppa Italia come in Europa, le voci su un possibile esonero del tecnico si fanno sempre più insistenti, se non nell’immediato almeno per il prossimo futuro.
Al momento, la società e il DS Giuntoli hanno voluto confermare pubblicamente la loro fiducia nei confronti dell’allenatore. E in tal senso, secondo Mario Mattioli, pur nell’evidente confusione di un professionista forse non adeguato al blasone della Juventus, quella del dirigente del Napoli è stata una mossa obbligata:
“Giuntoli ha difeso Motta perché non poteva fare altro. Ero convinto che a fine partita avremmo assistito alle dimissioni dell’allenatore, ma mi hanno detto che non lo farà mai. Occorrerebbe mandarlo via, ma alla Juve non c’è una società capace di sollevare il tecnico dal suo incarico. Dispiace, perché è deprimente vedere la Juventus. Una squadra vuota, senza idee e senza volontà. Si fa fatica a chiamarla Juventus, non l’ho mai vista in queste condizioni“.
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