Sport e vita sociale, sembra banale ma è il perfetto binomio che ci fa vivere e sopravvivere. Con l’avvento della tecnologia, del web 2.0 e dei social network il tempo per se stessi (ma anche per gli altri) è diminuito drasticamente. Soprattutto se si fa riferimento ai più giovani che, spesso, si trovano catapultati in questo mondo ipertecnologico senza rendersene conto.
“Oggi al centro della vita c’è il telefono, utile per i contatti ma non può diventare sostitutivo a tutto. Perfino dell’atto sessuale. Abbiamo questa nuova divinità dove i giovani attorno costruiscono la vita. Abbiamo massificato la vita e le sue componenti spirituali riducendole all’uso di un attrezzo.
I giovani sono usati dalla tecnologia, è questo l’andazzo che purtroppo viene imposto”. Questo comporta anche l’uso (consentito ufficialmente) dell’intelligenza artificiale che potrebbe portare, appunto, a una “demenza artificiale”.
Questo il pensiero espresso in diretta dal Dott. Mariano Bizzarri che, come ultima istanza, propone un sincero invito a riavvicinarsi alla natura, allo sforzo fisico e mentale come fonte di miglioramento e a un moderato utilizzo delle apparecchiature digitali.
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