In una serata che ha lasciato i tifosi bianconeri increduli, la Juventus è stata eliminata dalla Coppa Italia per mano dell’Empoli. La partita, disputata ieri sera all’Allianz Stadium, si è conclusa sull’1-1 nei tempi regolamentari: Youssef Maleh ha portato in vantaggio l’Empoli al 24° minuto con un potente tiro, mentre Khephren Thuram ha ristabilito la parità per la Juventus nella ripresa con un’azione personale. La sfida è stata decisa ai calci di rigore, dove gli errori di Dusan Vlahovic e Kenan Yildiz sono risultati fatali per i bianconeri, consegnando all’Empoli una storica vittoria per 4-2 dal dischetto.
Tony Damascelli ha commentato la disfatta bianconera ai microfoni di Radio Radio Lo Sport: “È facile puntare il dito contro l’allenatore e il direttore sportivo, ma la storia della Juventus insegna che le responsabilità, oltre a essere distribuite, partono dall’alto. C’è un amministratore delegato che non appare mai – e posso dirlo senza timore di essere smentito – ma che si considera il più grande esperto di calcio all’interno del club. A lui si lega Giuntoli, che ha responsabilità ben definite.
Poi c’è Ferrero, che ricopre un ruolo di facciata grazie all’amicizia con John Elkann, e Francesco Calvo, figura dal ruolo indefinito, che dovrebbe occuparsi di marketing. E mentre tutto questo accade, sulla maglia della Juventus campeggia la scritta “Save the Children”, che ironicamente sembra riguardare proprio i giocatori.
Infine, c’è Giorgio Chiellini, ieri assente perché a Londra, l’unico rappresentante di una Juventus che non esiste più, e per questo tenuto ai margini, non solo da Thiago Motta. L’allenatore ha le sue colpe, ma ieri abbiamo assistito all’ennesimo esempio del silenzio codardo di Scannavino, Giuntoli, Ferrero e Calvo. Chiellini, nel frattempo, si occupava di business nel calcio, mentre la squadra naufragava. E poi ci sono i giocatori: molti hanno evitato di fare nomi, ma è evidente che l’allenatore si riferisse a quelli che vivono di rendita.
Il primo tempo di Koopmeiners, Cambiaso, Conceicao e Nico González è stato indecente, il secondo altrettanto. Vlahović continua a commettere errori tecnici già visti, e nel complesso manca chi sappia insegnare cosa significhi la Juventus. Per farlo, servono dei veri leader, ma oggi, a parte Chiellini, non c’è nessuno che alzi la voce e metta ordine in un club alla deriva”.
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