L’usuale e dovuta delicatezza dei toni progressisti frena davanti ad Alice Weidel, la leader di AfD, il partito che alle elezioni in Germania ha ottenuto il 20% dei voti. L’ostacolo che paradossalmente irrigidisce più di qualche giornale è l’orientamento sessuale. “Alice Weidel: chi è la leader lesbica di AfD” o cose simili si scrivono sulle prime pagine. Non è certo un insulto il termine utilizzato da vari organi di stampa. Ma stride il contrasto di come siamo stati abituati per tempo, proprio dagli stessi, a un “linguaggiamente” corretto che invece di “lesbica” – che ripetiamo, non è un insulto – ha preferito sempre usare termini come “fluida” o “arcobaleno”.
Perché? Se lo chiede Daniele Capezzone in diretta.
Riguarda la live del 26 febbraio | Capezzoom
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