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Tutto ciò che non vi dicono sulla privacy online ▷ Marcello Foa: “Ecco come possono entrare a vostra insaputa”

Si torna a parlare di digital e lo si fa centrando la discussione sulla privacy online. In un’epoca in cui le nostre vite dipendono dai dispositivi elettronici e dai servizi digitali che scegliamo di adoperare, le nozioni sulla sicurezza online diventano precetti fondamentali. Ai fini di evitare disinformazione e mettere al corrente i consumatori su quelli che sono i rischi dell’iperconnessione, Marcello Foa e Fabio Duranti hanno dedicato uno spazio all’interno di ‘Un Giorno Speciale’ alle controversie e ai pericoli di questa tendenza alla digitalizzazione estrema, soprattutto in materia di fughe di dati e violazioni della privacy.

Secondo Foa, infatti, non tutti sarebbero al corrente dei rischi che si corrono affidando tutta la propria vita a servizi digitali: “Viviamo nell’era digitale, e questo comporta rischi impliciti di cui il pubblico spesso non è consapevole. In realtà, anche gli esperti hanno difficoltà a garantire la propria privacy, perché esistono le cosiddette backdoor. Le backdoor sono accessi secondari, delle “porticine sul retro”, che permettono, all’occorrenza, a soggetti come i servizi segreti, il governo americano, il Pentagono e simili, di curiosare su ciò che facciamo con i nostri dispositivi. Può trattarsi del cellulare, di un programma come Word o di qualunque altra applicazione: di fatto, tutto è tracciabile e identificabile. Questo pone ovviamente delle questioni molto importanti sulla privacy, che però solitamente non vengono affrontate, perché considerate come un dato di fatto.

Ci porterebbe lontano approfondire questo ragionamento, ma una delle ragioni per cui il fondatore di Telegram è stato arrestato (e di cui peraltro nessuno parla più) è che si opponeva o comunque ostacolava l’accentuazione di queste backdoor.

Da quando lui è in prigione, da quanto mi risulta, queste backdoor sono attive anche su Telegram. Quindi, se vogliono, possono controllare tutto quello che diciamo, pensiamo o scriviamo, anche se siamo convinti di parlare solo a pochi amici intimi. Questo vale anche per le chat di applicazioni come WhatsApp, Signal e, appunto, Telegram. È un mondo curioso, diciamo così“.

Un Giorno Speciale

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