Nell’epoca dell’iper-connessione, in cui i cittadini sono costantemente bombardati da input derivanti da social e mezzi stampa, a pagarne il prezzo è l’oggettività dell’informazione. Nella scacchiera dei grandi editori le fazioni sono chiare e gli alfieri preposti alla divulgazione non mancano di mostrarne a tutti i colori. Il primo grande campanello di allarme è stato il Covid: l’informazione univoca ha agito da padrona in un periodo in cui le voci dissonanti non erano ammesse, tantomeno diffuse.
A qualche anno di distanza da quella situazione di emergenza continuiamo a pagare lo scotto per un giornalismo che non ha più come unico obiettivo l’oggettività, ma si rintana nella propria trincea d’appartenenza per lanciare l’allarme contro le voci fuori dal coro.
Ai microfoni di ‘Un giorno Speciale’ Marcello Foa e Alberto Contri hanno commentato le nuove preoccupanti tendenze giornalistiche, delineandone le criticità.
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