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Mattarella, il discorso di assoluto buonsenso “nasconde tre goccine di veleno” sulla libertà dei media

Da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Se vogliamo è questa la sintesi di uno degli ultimi discorsi, o almeno di una parte, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ci troviamo al Quirinale: è giovedì 3 ottobre. La sala è gremita di giornalisti perché l’incontro è con una delegazione delle agenzie di stampa europee. “Ho chiesto il leggio perché le istituzioni devono avere rispetto per la stampa e parlare in piedi”, dice Mattarella.
Rappresentate le fonti di quella informazione primaria di qualità che è indispensabile alimento per il sistema democratico e di libertà del continente“. Il Presidente della Repubblica cita poi la “libertà”, il “pluralismo” e l’indipendenza delle fonti di informazione, che, se libera, “è l’antidoto per contrastare fenomeni manipolativi“. Valori e diritti sono ben elencati da Mattarella, ma l’arrivo delle nuove tecnologie, precisa, implica che quelle fonti indipendenti prestino più attenzione.


Nel discorso sull’informazione libera, plurale e indipendente di Sergio Mattarella prevale la parola “sfida”.
Quale? L’incontro tra la notizia e la sua diffusione online. Non possono non entrare in gioco le normative digitali dell’Unione Europea, come il Digital Act. L’insieme di valori e diritti precedentemente citati dal Presidente della Repubblica sono parte di uno “spirito che ha animato la Dichiarazione Europea sui Diritti e i Principi Digitali per il prossimo decennio digitale, con cui si riafferma come debbano essere i valori e i diritti fondamentali a guidare le trasformazioni“. E così, “si propone di coniugare innovazioni tecnologiche ai principi della libertà di stampa, con la pubblicazione di notizie verificate per far luce dove buio perseguendo l’interesse generale“. Ma chi si porrà al centro di questa sfida, prendendosi la responsabilità di verificare secondo un criterio base le notizie, non è ben chiaro.

E’ ciò che si chiede Fabio Duranti: “Signor Presidente, il fatto stesso che lei parla di notizie verificate, significa che sta dando la patente a qualcuno di detenere la verità. Si rende conto che è l’esatto contrario di quello che prevede l’articolo 21 della nostra Costituzione?

Il commento con Martina Pastorelli a Un Giorno Speciale | 8 ottobre 2024.

Un Giorno Speciale

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