Nella giornata in cui ha incontrato media e agenzie al Quirinale, Sergio Mattarella ha accolto la platea con un lungo monologo sulla libertà di informazione e sul pluralismo.
Focalizzandosi in particolare sull’importanza di un’informazione libera e indipendente ai fini di una democrazia realmente solida, il capo di Stato ha poi voluto aggiungere che è vitale la molteplicità di informazioni verificate. Quest’ultimo passaggio è un punto di particolare criticità negli anni in cui degli enti che si autoproclamano “Fact-Checker indipendenti” – ma che indipendenti non sono – filtrano le notizie in rete non smentendole, ma influendo (grazie alla collaborazione con detentori di social media) anche sulle prestazioni di testate regolarmente registrate in tribunale e sottoposte alle autorità di garanzia. Testate che, per di più, operano nel loro stesso segmento di concorrenza nel mercato dell’informazione.
Quello che chiamano fact-checking diventa dunque un atto predatorio che dell’interesse di correggere le notizie se ne fa poco o nulla.
“Il problema è che non solo nessuno controlla questi fact-checker, ma nessuno controlla neppure se siano liberi e qualificati. Ecco allora che quella dell’interesse comune per le notizie vere diventa una fiaba“.
La giornalista Martina Pastorelli ha scovato diversi punti critici nel discorso di Mattarella dello scorso 3 ottobre.
Ascoltate l’intervento ai microfoni di Fabio Duranti | Un Giorno Speciale, 8 ottobre 2024
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