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L’Europa impazzisce per il report del momento ▷ “Ma Draghi e Monti propongono le ricette di sempre”

Più debito comune, investimenti e sì al green ma non più trascurando le esigenze degli industriali. Pretendere di riassumere le 400 pagine di report di Mario Draghi in una riga è utopistico, ma le macroaree su cui tutti hanno posto l’attenzione sono queste. Con annesse lodi sperticate per l’ex premier che ieri ha presentato il rapporto sulla competitività dell’Europa e ha definito “una lenta agonia” l’eventuale rifiuto di applicare il cosiddetto “secondo piano Marshall”.
I giornali fanno già sapere che Ursula von der Leyen accoglie gelida tale panoramica, per non parlare della Germania. Questo però non pare accadere perché lo stesso uomo che ha rifinanziato il Recovery Fund ora lo definisce quasi come “debito cattivo”, o perché draghi stesso dice che occorrono 800 miliardi di investimenti, ovvero il 5% del PIL. Per risollevare l’intera baracca.
E non accade neppure perché sostanzialmente si sta ammettendo che il PNRR non è bastato come misura per risollevare l’Europa nel post-Covid, o magari perché Draghi è lo stesso che ci aveva detto che le sanzioni alla Russia avrebbero avuto il loro massimo rendimento a metà 2022.

Insomma, nessuno di questi motivi sta alla base del gelo della von der Leyen.

Ma al di là dei report e delle lodi, un finanzialista come Valerio Malvezzi ci riporta sulla terra: “Persone come Draghi e Monti vengono trattate come messia ma propongono sostanzialmente sempre le stesse ricette“.
Dietro il “grande cambiamento necessario” sta infatti sempre il solito modo di intendere l’economia: debito, borse, investimenti in hi-tech. Non nelle medie aziende o in chi produce ricchezza.
Ascoltate qui la spiegazione del Prof. Malvezzi | Un Giorno Speciale, 10 settembre 2024

Un Giorno Speciale

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