Le olimpiadi a Parigi hanno portato una novità nel dibattito pubblico: il cosiddetto “woke”? Non esiste.
Già. Relegato a luogo comune. Declassato a roba per boomer. La cerimonia d’inaugurazione? Non è mica woke. Le discussioni sul genere e sul gender che “non esiste e anche se esistesse non è nulla di male”? Mica derivano dal woke.
Insomma, alla fine questo woke è un “non ci sono più le mezze stagioni” che non ci ha creduto.
Poi però c’è chi, non tacciabile di complottismo o sovranismo di alcunché, il woke ce lo ha ben presente. Si chiama Federico Rampini, ed è corrispondente dagli States, che frequenta da parecchio. “Voi europei ancora non potete capire”, dice in quest’intervento.
Ascoltate le sue parole sui comandamenti del cosiddetto “woke”.
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