Quando+Durov+denunci%C3%B2+il+Congresso+USA+%E2%96%B7+%26%238220%3BVolevano+i+dati+di+tutti%3A+significa+passare+il+limite%21%26%238221%3B
radioradioit
/2024/08/durov-denuncia-congresso-usa-telegram/amp/
Featured

Quando Durov denunciò il Congresso USA ▷ “Volevano i dati di tutti: significa passare il limite!”

Il CEO e fondatore russo di Telegram Pavel Durov è stato arrestato sabato scorso dalle autorità francesi.
L’accusa è quella di non aver censurato chi, sulla piattaforma social, commette reati come terrorismo, frode, cyberbullismo, spaccio di stupefacenti e pedopornografia. Reati commessi dagli utenti, e non da Durov in prima persona. Per l’accusa però, il patron li avrebbe facilitati. Pavel Durov diceva all’ex giornalista di Fox News, Tucker Carlson, qualche tempo fa che Telegram collabora con le autorità. Ma fino a un certo limite.

Abbiamo ricevuto molte richieste. Alcune erano legittime. Se c’era un gruppo di persone che promuoveva la violenza, c’era un’attività terroristica che diffondeva la violenza in alcune parti del mondo, pubblicando cose che qualsiasi essere umano decente non avrebbe mai approvato, noi li abbiamo aiutati. Ma in altri casi, abbiamo ritenuto che si trattasse di oltrepassare un limite, e che non sarebbe stato in linea con i nostri valori di libertà di parola e di protezione della corrispondenza privata delle persone“. La soluzione adottata da Telegram e legali a tali richieste? “Li ignoravamo“. Stessa tattica adottata, dice l’imprenditore russo, con gli Stati Uniti.

Dopo gli eventi del 6 gennaio abbiamo ricevuto una lettera da, credo, membri del Congresso della parte democratica. Ci hanno chiesto di condividere tutti i dati in nostro possesso in relazione a ciò che hanno definito “assalto” – di Capitol Hill, ndr. Abbiamo consultato i nostri avvocati e ci hanno detto che era meglio ignorarla. Ma la lettera sembrava molto seria. E diceva: <<Se non soddisfate questa richiesta, violerete la Costituzione degli Stati Uniti>>, o qualcosa del genere. Probabilmente volevano i dati delle persone che stavano manifestando a Washington o ovunque stessero manifestando. La cosa divertente è che due settimane dopo quella lettera, ne abbiamo ricevuta un’altra dalla parte repubblicana del Congresso. Diceva che se avessimo fornito i dati richiesti in precedenza dall’altra lettera, avremmo violato la Costituzione degli Stati Uniti“.

I problemi in Russia nel 2014

Già in passato Pavel Durov si era trovato sulla scrivania una richiesta identica: quella della Russia di Putin di fornire, nel lontano 2014, i dati dei manifestanti ucraini alle agenzie di sicurezza russe e di bloccare la pagina VK di Navalny. Durov, all’epoca amministratore delegato di VK, fu licenziato. Poco dopo abbandonò la Russia. Un fatto riportato al tempo dai media occidentali di tutto il mondo, dove la critica era nei confronti della legge anti terrorismo del Cremlino, definita al tempo una “stretta su Internet”. Lì la minaccia russa era di bloccare Gmail e Skype. Si chiedeva inoltre l’obbligo di verificare le notizie online per scovare reati come la pedopornografia e lo spaccio di droga, con lo scopo ultimo di salvaguardare la navigazione dei minori. Su questo il mainstream parlò di “raggio di discrezionalità”, ovvero di limite e di un dubbio specifico: che Putin volesse in realtà approfittare della legge, e della battaglia a quei reati, per censurare?

A distanza di dieci anni, l’ipotesi di chiudere un social perché poco avvezzo alla “moderazione” spunta in Occidente.
Ha affermato il segretario del Partito Democratico Europeo Sandro Gozi qualche giorno fa che “se Elon Musk non si adegua alle regole europee sui servizi digitali, la Commissione Ue chiederà agli operatori continentali di bloccare X o, nel caso più estremo, imporrà di smantellare totalmente la piattaforma nel territorio dell’Unione“. Oggi, a distanza di dieci anni, il sospetto è che Durov non abbia cambiato idea sulla libertà di parola.
L’Occidente sì.


Redazione

La redazione di Radio Radio informa quotidianamente i visitatori del portale con le notizie più importanti della giornata in collaborazione con Adn Kronos, una delle più importanti e autorevoli agenzie di stampa del mondo.

Recent Posts

  • Featured

Inter, Scudetto meritato: “Milan troppo debole per competere, senza infortuni il Napoli poteva vincere”

Questa è la giornata che potrebbe assegnare lo Scudetto all'Inter, manca solo la matematica certezza,…

19 minuti ago
  • Video

A Strasburgo parte l’indagine sulle ingerenze dell’UE ▷ “Cos’ha da nascondere von der Leyen?”

Il Digital Services Act, entrato in vigore nel 2023 come strumento di regolazione delle grandi…

2 ore ago
  • Sport

Torna Mourinho, tutto vero: clamorosa indiscrezione

Si intensificano le voci su un possibile ritorno dello Special One: ecco cosa sta accadendo…

3 ore ago
  • Featured

Como – Napoli, un pareggio a reti bianche che non serve a nessuno

Una partita decisiva per il secondo posto e per l'assegnazione dei posti Champions, Como Napoli…

16 ore ago
  • Notizie

“Non è una guerra per il petrolio. È una guerra per le arterie del mondo e gli USA lo sanno”

Se volessimo capire davvero cosa muove la politica estera americana — le guerre, le sanzioni,…

16 ore ago
  • Notizie

L’eredità di Siniša Mihajlović nelle parole del Ct De Leo: “Coraggio e responsabilità oltre ogni limite”

L’esperienza di Emilio De Leo nel calcio è il racconto di una crescita costruita passo…

18 ore ago