Meno persone vanno a votare, più bassa sarà la percentuale necessaria per mantenere la situazione invariata. Un assunto semplice, a cui le élite puntano per mantenersi saldamente al potere. Per arrivare a questo scopo ci sono gruppi che soprattutto sui social spingono per ingrossare il partito del “Non-voto”.
Sul tema Fabio Duranti fa un appello e una riflessione, c’è un pericolo che può crearsi se molti non esprimono il proprio voto: “Dobbiamo mandare al Parlamento italiano, europeo, nei comuni, dappertutto, gente per bene, gente che abbia il cervello sulle spalle. E siccome ce ne sono oggi, proprio perché l’élite ha paura di questo, che cosa fa? Ci sono delle organizzazioni pagate dall’élite per fare i post sui social, inventarsi falsità, fare immagini emotive per non andare a votare. Questo serve ovviamente per mantenere lo status quo”.
Sulla stessa linea Renate Holzseisen, avvocato molto attivo a Bruxelles soprattutto nel periodo post-pandemico: “Premesso che ovviamente ogni cittadino è libero di decidere se andare a votare o meno, anch’io osservo nelle ultime elezioni questo strumento che evidentemente viene usato per mantenere lo status quo o per persino peggiorare la situazione. Matematicamente è ovvio che nel momento in cui una larga percentuale proprio di quei cittadini che in realtà vorrebbero un cambiamento, nel loro interesse, rimangono a casa, allora il numero dei voti necessari per mantenere lo status quo, cioè per mantenere al potere di certi partiti politici diminuisce.
Allora se si presentano alle elezioni in prima linea o quasi esclusivamente soltanto quei cittadini che continuano a confermare ciò che gli altri dicono, alla fine non cambia nulla. Questo vorrei che la gente capisca, che non andando a votare e soffrendo per la situazione attuale, questa è nei miei occhi, dal punto di vista della logica, l’opzione peggiore”.
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