Si chiama “Prevenzione antinfettiva e oncologica” e ha come sottotitolo quella che sembra una risposta a chi parla di lui, senza approfondire: “Secondo la medicina basata sull’evidenza”.
Giuseppe Di Bella fa un ulteriore passo avanti dopo “La scelta antitumore”, volume che ha riscosso un grande successo tra i lettori e a cui fa seguito il nuovo lavoro in uscita in questi giorni. Al centro del suo sguardo l’approccio antitumorale con tutti gli sforzi fatti per portare avanti il lavoro di Luigi Di Bella, stroncato da una sperimentazione che dal ’97 suscita ancora discussioni e perplessità.
Sono 26 i tumori diversi affrontati con 26 approcci diversi riportati nel libro, che però dedica un capitolo anche al’infausta vicenda del covid e degli effetti avversi del vaccino inizialmente nascosti sotto il tappeto, poi divenuti impossibili da negare o ora da fronteggiare con ogni mezzo.
“Nel vaccino è stata introdotta una proteina tossica, che è la spike, senza i procedimenti usuali nei vaccini non a mRNA. Questa spike viene protetta e avvolta in una microemulsione lipidica, per cui dura molto di più.
A questo livello, la spike va dentro la cellula, intervenendo in punti fondamentali. Ecco perché va a finire in multiorgano“.
Ma è possibile fronteggiare a livello medico questo grosso inconveniente, e magari prevenirlo?
Lo abbiamo chiesto direttamente al dott. Giuseppe Di Bella: qui l’estratto dalla diretta.
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