“Basta, sono stufa, mi avete rotto! Da oggi è vietato andare in bagno fuori dal quarto d’ora di pausa: piuttosto fatevela addosso”.
Ha fatto il giro del web l’audio di una direttrice di un punto vendita a Brandizzo diretto alle cassiere del supermercato: “Sono stufa di non capire chi è in cassa, reggete finché avete la pausa. Tranne che vi stiate pi…ando o ca…ando addosso o avete il ciclo, in bagno non si va più. Perdete ore solo per aprire e chiudere la cassa. Mi son stufata di prende dei cazziatoni. Fate appena quattro ore, piuttosto fatevela addosso. Così il punto vendita è ingestibile“.
Il file Whatsapp, presentato al sindacato Uiltucs di Ivream ha destato la protesta davanti al punto vendita. La reazione è stata una sospensione di 5 giorni della direttrice e un comunicato con scuse della stessa, parlando di un “momento di nervosismo”.
Conseguenza che al sindacato non è bastata: “Il messaggio audio è solo l’ultimo episodio di una lunga serie“, spiegano, “I problemi con questa responsabile del punto vendita vanno avanti da tempo. Ora le lavoratrici hanno chiesto il nostro intervento perché la misura è colma“.
Questa l’analisi del sindacalista Savino Balzano a ‘Lavori in Corso’.
“È una notizia sconvolgente che dimostra come non è vero che la gente si licenzia dei luoghi di lavoro perché stanca del posto fisso, non è vero che la gente preferisce stare sul divano piuttosto che lavorare, è vero invece il contrario, cioè che la disperazione porta ad accettare i lavori anche in condizioni più degradanti e umilianti come il caso che abbiamo appena visto. Ovviamente io mi auguro che la responsabile in questione, se venisse confermato tutto quello che sta emergendo, venga licenziata per giusta causa, quindi anche senza il preavviso mi auguro che l’azienda licenzi immediatamente questa responsabile perché è un comportamento gravissimo che lede peraltro anche l’immagine dell’impresa. Ecco, io credo che fino a qualche tempo fa robe del genere non si potessero proprio sentire“.
“Quello che possiamo dire è che le condizioni del mondo del lavoro, soprattutto dalla seconda metà degli anni 90 in poi, sono andate via via degradandosi a causa di tutta una serie di riforme di flessibilizzazione e precarizzazione.
Quasi tutte, peraltro, sono state realizzate ad opera di governi di centrosinistra. Questo è il paradosso tutto italiano. Lo stesso centrosinistra che oggi si percuote il petto per il salario minimo. In realtà la verità è che chi avrebbe dovuto difendere i lavoratori ha preferito spostarsi su altri terreni. Fa un balletto al Pride per cercare di far dimenticare all’elettorato le gravi mancanze, i gravi tradimenti di cui quella parte politica è responsabile.
L’omotransfobia, l’omobilesbotransfobia, i diritti LGBTQ+, strumentalizzare queste battaglie, ingigantire i problemi peraltro che quelle categorie devono vivere quotidianamente per offuscare l’attenzione dell’opinione pubblica dall’assenza che quelle forze politiche registrano sul terreno dei diritti sociali. Perché poi tra i lavoratori sfruttati, di quanti omosessuali ci siano, di quante lesbiche ci siano, di quanti transessuali ci siano, vengono sfruttati a causa della precarietà che quegli stessi governi di centrosinistra hanno eretto nel nostro paese“.
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