Si avvicinano le elezioni europee e i candidati si muovono per promuovere i loro programmi.
Tra questi non è certamente esclusa la presidente uscente Ursula von der Leyen, che punta al bis.
Al Copenhagen Democracy Summit ha ribadito alcuni punti cruciali della sua agenda in caso di rielezione.
In un’Europa sempre più in pericolo, dice la presidente, sarà necessario attuare politiche non nuove, ma più intense.
In particolare von der Leyen insiste sul tema della disinformazione. Ricordiamo ad esempio negli ultimi anni la scalata del Digital Act Services, il regolamento ad hoc per regolare contenuti online ritenuti illegali. Ma “il punto – dice la presidente UE – è che la disinformazione e le interferenze maligne non sono una novità: è il momento di portare la nostra azione a un livello superiore“.
La soluzione? “Pensare alla disinformazione come un virus“.
La logica spiegata da von der Leyen è la stessa usata nel periodo del Covid con la vaccinazione. “Invece di curare un’infezione che ha preso piede, è molto meglio vaccinare in modo che il corpo sia inoculato“. Il processo in questione viene chiamato dalla presidente “pre-bunking“: “vaccinare” l’informazione prima che la disinformazione venga trasmessa da persona a persona come un virus.
“Se sarò rieletta, – annuncia – la Commissione proporrà lo scudo democratico europeo“.
Qui l’intervento con i sottotitoli in italiano.
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