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Roma-Milan, Pioli e De Rossi si giocano il rinnovo ▷ Fiore: “Il loro destino non può dipendere da una partita”

Due destini che si incrociano, due destini in bilico. Roma-Milan non sarà una semplice partita, questo è sicuro. Il futuro di Daniele De Rossi e Stefano Pioli dipende tutto da questa partita. Su sponda giallorossa, il silenzio dei vertici societari lascia spazio solo a dubbio e incertezza, con un pizzico di risentimento. Di rinnovo nessuno parla, mentre il fidato De Rossi continua a macinare punti in campionato. Lungo i navigli, invece, la situazione è ben diversa: ci si interroga su Stefano Pioli, si sta chiudendo un ciclo o non è ancora giunto il tramonto di questo sodalizio?

Passaggio del turno, si, ma c’è anche tanto altro. L’Europa League potrebbe far saltare teste o assicurare rinnovi in novanta minuti più recupero. Il preludio del match è già infuocato, ci sarà da divertirsi. Stefano Fiore ha commentato la situazione dei due allenatori ai microfoni di Radio Radio Mattino Sport e News: “È importante sottolineare quanto sia sbagliato, ingiusto e non corretto valutare il lavoro di un allenatore basandosi su una singola partita o su un singolo passaggio del turno. Purtroppo, oggi siamo ancora legati a questo modo di pensare, secondo cui la mancata vittoria equivale necessariamente a un fallimento. Ritengo assurdo pensare che il destino di un allenatore dipenda interamente da una singola partita, considerando che sul campo giocano sempre e solo i calciatori. Sono loro a determinare il successo o la sconfitta, con i loro errori, come è potuto accadere nel caso di Giroud, o con le loro prodezze, come quelle che abbiamo visto ieri sera

Pertanto” continua Fiore “secondo me, la valutazione di un allenatore, sia per la conferma che per la rimozione, dipende da molti altri fattori, e non dovrebbe essere basata esclusivamente su una singola partita. Come giustamente ha osservato Furio, una partita può cambiare direzione per una giocata di un campione, un’espulsione, o un episodio sfortunato, come è accaduto ieri nella partita del Barcellona. Questa questione merita un’analisi più approfondita, ma credo che, come qualcuno ha sottolineato precedentemente, manchino i dirigenti. Manca una programmazione coerente e troppo spesso si finisce per mettere sotto pressione l’allenatore, il quale, per quanto importante possa essere, non è mai, a mio parere, più fondamentale dei giocatori

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