Un finale avvolgente, quello del City; commovente per la spinta nella metà campo del Real sotto la spinta dei canti “citizens”. Real schiacciato ma Real blindato; pensi che alla fine, come sempre o quasi, sarà Carletto a portarla a casa, proprio perché è da troppi minuti che De Bruyne e compagni stanno cercando di meritarla. Anzi, meritandola a furia di cercarla, la vittoria. Poi proprio il pel di carota belga, in una delle sue versioni più fulgide, sbatte l’uno a uno sotto la traversa.
Quale altra partita comincia, con la fine del tempo regolamentare? Mica facile delineare un orizzonte, a quel punto. Più delle intenzioni può l’acido lattico; più della tensione, il chewing-gum di Ancelotti.
I crampi di Carvajal sono l’emblema di tutta l’intensità che le squadre hanno profuso. Nell’ultima parte dei supplementari cominciano gli avvicendamenti di rigore e da rigori. La finale anticipata anche se fosse finale sul serio osserverebbe questo equilibrio; col City che palleggia fino al termine e il Real che più che subire controlla.
Arrivano i rigori e vedi Ancelotti parlare con Lunin, il suo portiere. Qualunque cosa gli abbia detto, alla fine, come quasi sempre, la porta a casa Carletto.
Paolo Marcacci
LAZIO - "Godo poco in questi momenti, bisogna stare sul pezzo": così Gattuso aveva frenato…
Settantatré anni dopo, l’Italia torna sul tetto del mondo della Formula 1. Kimi Antonelli è…
In Polonia è in corso uno scontro istituzionale sul controllo della Corte costituzionale. Il governo…
Città del Messico ha restituito all’Italia qualcosa che mancava da settantatré anni. Andrea Kimi Antonelli ha chiuso…
In un suo recente intervento la vestale della sinistra fucsia liberal progressista Elly Schlein ha…
Diversamente toscani e poco compatibili; uomo di collina con velleità agricole Luciano Spalletti, lupo di…